VOLTERRA «Colpevole trascuratezza». E' una ferita aperta nel cuore dello storico volterrano BrunoNiccolini quella tomba etrusca del V secolo A.C. che sta per essere inghiottita da una frana. «E' uno dei toli sepolcrali scoperti da Giusto Cinci nella necropoli dei Marmini intorno al 1830 e segnalati da Francesco Inghirami con una relazione che si trova negli annali dell'Istituto di corrispondenza archeologica di Firenze», spiega lui che della storia di Volterra è innamorato. Il suo è una sorta di appello alle istituzioni, Soprintendenza in primis, per sollecitare un intervento. Anche perché se questa tomba è miracolosamente in piedi, quella che si trovava accanto è già crollata a causa del peso delle piante soprastanti infiltratesi nel tessuto murario. «In mancanza di un intervento urgente - dice - finirà per crollare anche quest'unica testimonianza di tomba costruita presente a Volterra, che risale, secondo gli esperti al V-VI secolo A.C.». La segnalazione è partita, ma adesso nessuna risposta. «Abbiamo segnalato il fatto a Maria Rosa Barbera, soprintendente ai beni archeologici della Toscana e anche a Anna Maria Esposito, ma per adesso non abbiamo ricevuto risposta». Niccolini ha ancora un rospo in gola, si chiama mura etrusche della Pescaia, . «Nell'aprile dello scorso anno mandai una lettera sottoscritta da 40 cittadini al sindaco di Volterra e a tutti i capogruppo delle forze politiche con cui denunciavamo l'inopinata chiusura con tanto di rete metallica della millenaria strada - si sfoga - Come risposta la giunta delibera il declassamento di quella strada a vicinale privata, che ne legittima la chiusura». E conclude: «Ho provato a interessare i maggiorenti della cultura e i responsabili delle più importanti associazioni culturali e turistiche del territorio, tra cui la Pro loco, l'Accademia dei Sepolti, il Consorzio turistico, l'Università della terza età, senza alcun risultato».