PIOMBINO La chiesetta è circondata sui quattro lati dai ponteggi. File di tavole accostate servono agli operai per muoversi e lavorare. A terra decine di sacchi contenenti calcinacci. La pieve di San Cerbone è in fase di restauro. Un rifacimento completo, messo in atto dalla Curia, proprietaria della preziosa chiesa settecentesca, che prevede il ripristino totale della facciata, delle mura esterne e del tetto. Le operazioni di risanamento sono ricominciate in modo deciso poco più di una settimana fa, e dovrebbero concludersi, almeno secondo la volontà dei responsabili, per il prossimo giugno. Chissà che l'arrivo della bella stagione non coincida con l'immagine rinnovata della chiesina in linea con l'antico splendore. Intanto stanno per riprendere anche i lavori destinati alla lotta contro l'erosione, che minaccia non solo la costa ma anche la chiesetta di San Cerbone e gli scavi archeologici. In attesa che finalmente si realizzi il progetto di 2,5 milioni finanziato dalla Regione, prosegue l'intervento di "somma urgenza", messo in piedi dal Comune di Piombino, in accordo con la stessa Regione, come soluzione tampone a difesa delle mura della chiesa. A dicembre è stata posizionata una prima fila di sacchi di geotessuto, a protezione specifica della chiesina. Il piano, per 237mila euro, per l'80 da stornare dal progetto più ampio della Regione, prevede l'installazione complessiva di 40 bisacce, riempite di sabbia, pesanti circa quaranta tonnellate l'uno, alti un metro e mezzo e lunghi sei. Entro i primi di febbraio riprenderà il posizionamento degli altri sacchi, per un cordone lungo circa 270 metri.(f.l.)