Larcheologo ed ex soprintendente boccia la soppressione del bus elettrico e dei marciapiedi Esistono foto della fine dellOttocento in cui si vede larea comera: non ha senso cambiarla è ormai storicizzata Il disordine è totale, linvasione degli spazi governati dai ristoratori è crescente tra pittori, punkabbestia e giocolieri. Ma cè chi protesta «Pedonalizzano piazza Navona? Ma perché, non è già pedonale?». A parlare è Adriano La Regina, archeologo, per trentanni soprintendente e sempre appassionato alla vita di Roma. Secondo una delibera del Campidoglio si eliminano anche i mezzi pubblici, il bus elettrico e i taxi. È qualcosa in più, no? «Perché? Che fastidio danno?». Lobiettivo è anche una razionalizzazione dello spazio monumentale. Non le sembra una buona notizia? «È questo lobiettivo? La razionalizzazione dello spazio?». Lintenzione sarebbe poi eliminare i marciapiedi che definiscono lanello allinterno del quale passano le automobili. Cosa ne pensa? «Che non cè alcun bisogno di farlo. I marciapiedi sono documentati in fotografie del tardo Ottocento: sono ormai storicizzati. Non cè motivo di eliminarli». Perché no? «Francamente, ritengo che lobiettivo finale sia - a fronte di proteste crescenti ormai anche da parte dellopinione pubblica per una situazione prossima al collasso - rendere meno paradossale e indecente il mare di tavolini che invade la piazza». È contrario ai tavolini? «No, in piazza Navona i tavolini ci stanno anche bene, ma devono sapersi accontentare, senza debordare come fanno, rendendo difficoltoso passeggiare e anche faticoso guardare la piazza nella sua bellezza». È un tema, questo dei tavolini, con cui ha avuto a che fare in passato? «Certamente. Ritengo che da questo punto di vista i guai siano iniziati con Rutelli che ha cominciato a sfasciare tutto. Anni dopo si discusse di questa inutile demolizione di marciapiedi allinterno di una certa commissione in cui chiaramente a dettare le regole erano i ristoratori della piazza». Ora si parla di una specie di piano regolatore in cui si stabilirebbero i termini della "massima occupabilità". «Sono pretesti, scuse, una presa in giro. Insomma, un modo di dare lillusione di star facendo qualcosa senza in realtà fare assolutamente niente, agevolando i commercianti e dando legittimità a una quantità enorme di esercizi che hanno aperto sulla piazza e nella zona negli ultimi tempi». Ritiene che ci siano dei rischi in questo intervento? «Direi che è sufficiente guardare a Campo de Fiori. Una piazza diventata ottusa: sono stati eliminati i marciapiedi, rimessi (male) i sampietrini, dato spazio soprattutto alle aree delle sedute con tutti quei gazebo in plastica. Ecco. Il rischio è quello. E ci si prova ormai da tempo: queste iniziative sono il risultato dei deliri di certi architettucoli che vogliono fare i famosi, orribili "restyling": ma in realtà dietro questa parola, dietro due ciotole messe per strada si favoriscono tuttaltri criteri». Tornando ai marciapiedi: perché rimuoverli sarebbe un errore? «Piazza Navona è bella così: intere generazioni lhanno amata malgrado linvasione di tavolini, giocolieri, pittori, punkabbestia. Insomma, per favore: lasciate piazza Navona comè».