Entro un anno lo stop agli ormeggi dei giganti del mare in Riva Sette Martiri. Gli armatori dirottano il traffico allo scalo di Trieste Una commissione di esperti internazionali per studiare le soluzioni migliori per le grandi navi in laguna. La propone Sandro Trevisanato, presidente della Venezia terminal passeggeri, la società del Porto che gestisce le crociere. Le ipotesi di limitare il traffico delle grandi navi, o di deviarle per Marghera hanno allarmato gli operatori. «Mi hanno telefonato stamattina due società, rischiamo di fare un piacere a Trieste e di perdere traffico», dice Trevisanato, «perché ad ogni allarme subiamo i contraccolpi». Ma come si fa a far finta di niente dopo il naufragio della Costa Concordia? «Non diciamo che non si deve far niente. Ma nemmeno che dobbiamo delegare la decisione a tre politici chiusi in una stanza. Con tutto il rispetto per il ministro Clini, per Paolo Costa e per il sindaco Orsoni: prima di prendere una decisione bisogna consultare il meglio della tecnica mondiale. Per fare il Mose ci sono voluti vent'anni di studi, non è che adesso in pochi giorni si decide di scavare un nuovo canale e di cambiare rotta alle navi». Una preoccupazione tangibile, quella del presidente della Vtp. Che è intenzionato a formalizzare la sua proposta e a inviarla al governo. «Siamo disposti anche ad accollarci una parte dei costi», spiega, «troviamo tecnici super partes, esperti di trasporti. Ma smettiamola con questi effetti annuncio. Se vogliamo in tre mesi facciamo tutto, e poi la politica avrà una base seria su cui decidere». Per dimostrare che fa sul serio, Trevisanato annuncia anche che dal prossimo anno le grandi navi non ormeggeranno più in Riva Sette Martiri. «Anticiperemo di 12 mesi il nostro programma», annuncia, «e toglieremo le grandi navi dalla Riva». Resta il problema immediato. Il ministro per l'Ambiente Corrado Clini ha incontrato l'altro giorno all'hotel Danieli il presidente della Regione Luca Zaia e il sindaco Giorgio Orsoni. Si è parlato di come sveltire le procedure per le bonifiche di Marghera, e di come rilanciare le energie alternative nell'area industriale. Ma anche della soluzione «Grandi navi». Tramontata l'ipotesi avanzata in un primo momento, di vietare il transito da subito alle navi con stazza superiore alle 30 mila tonnellate. E' pronta un'ordinanza che riduce ulteriormente la velocità delle navi in entrata e uscita e fissa una distanza minima di due miglia tra una nave e l'altra, ribadendo l'obbligo dei due rimorchiatori. Si è parlato anche della proposta avanzata dal presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa al ministero per l'Ambiente. Lo scavo del canale Sant'Angelo-Contorta, che collega Fusina all'attuale Marittima, da una profondità di due metri a dieci metri. Un milione di metri cubi di fanghi che dovranno essere scavati. «Li potremmo usare per tombarer il vicino canale Vittorio Eanulele», sostiene il presidente dell'Autorità portuale. Il ministro si è detto d'accordo con questa ipotesi, «fatte salve le verifiche di compatibilità ambientale». Sul fatto di scavare un canale così profondo non soltanto gli ambientalisti ma anche ingegneri idraulici come Luigi D'Alpaos hanno avanzato seri dubbi per le ripercussioni sull'equilibrio idraulico lagunare. Il rimedio è peggiore del male. Il comitato «No Grandi navi» ribadisce il suo «no» ai progetti alternativi del Porto per le grandi navi. Lo scavo del canale in mezzo alla laguna, la prospettiva di spostare la Stazione passeggeri a Santa Maria del Mare, dove sono adesso i cantieri dei cassoni del Mose. Soprattutto, i comitati non ci stanno a «lasciare tutto com'è» in attesa delle soluzioni alternative. «Le grandi navi devono stare fuori dalla laguna», Recita il nuovo manifesto delle associazioni. Che per decidere il da farsi hanno convocato per oggi alle 17, alla facoltà di Lettere di San Sebastiano, un'assemblea aperta ai cittadini. Mentre continua la protesta contro l'ingresso delle grandi navi in laguna, nel comitato si fa strada anche la consapevolezza che un'alternativa va proposta. C'è anche chi ripesca il progetto lanciato qualche anno fa da Cesare De Piccoli di spostare la Marittima a Punta Sabbioni, in bocca di porto di Lido. Ma il dibattito è aperto. se ne parlerà oggi in assemblea.