In Consiglio il via all'acquisto per 70 milioni. Anche il ministero si fa avanti La Regione può intervenire direttamente per salvare la Richard Ginori: anche acquistando, per una cifra intorno ai 70 milioni di euro, il famoso «Museo di Doccia». Che rappresenta un unicum in Italia nel settore manufatturiero: una cattedrale della porcellana. Poche righe in fondo a una mozione approvata ieri, all'unanimità, dal Consiglio regionale aprono la strada e mettono il governatore Enrico Rossi, nella condizione di avviare l'iter che ha un vero, grande obiettivo: salvare 500 posti di lavoro, tra dipendenti diretti e indotto. Come? Sostenendo l'azienda che sta attraversando un periodo di crisi dovuto principalmente alla carenza di liquidità. Una situazione capace di compromettere l'acquisto delle materie prime e bloccare la produzione. La Regione Toscana come la vecchia Gepi, che interveniva per salvare imprese decotte? No. Durante il dibattito in aula è stato sottolineato che la Richard Ginori non ha solo attraversato vittoriosamente i secoli (accanto al marchio c'è la data di Fondazione: 1735), ma è fortemente produttiva. La dirigenza sostiene di avere, per il 2012, un portafoglio ordini per quasi 50 milioni di euro. La mozione, presentata da Marco Carraresi e Giuseppe Del Carlo dell'Udc, ma fatta propria da tutti i gruppi politici, sia di centrosinistra che di centrodestra, impegna la giunta a «verificare se esistano i presupposti per intervenire al sostegno e alla valorizzazione del patrimonio Richard Ginori, costituito dal Museo di Doccia, anche attraverso ipotesi di acquisto». Tradotto, significa che il Consiglio regionale dà formalmente l'input a Rossi: «Puoi trattare». Non è tutto. Sembra che ieri pomeriggio, dopo che le agenzie avevano battuto la notizia del «via libera» alla giunta regionale per un eventuale acquisto, anche il Ministero dei beni culturali avrebbe chiesto informazioni. Con questo non si vuol sostenere che possa scattare una «corsa» fra lo Stato e la Regione per il gioiello della Richard Ginori, ma il segnale è arrivato. DEL RESTO, pur non facendo nessuna anticipazione, anche l'assessore al lavoro, Gianfranco Simoncini, rispondendo alle interrogazioni del Pdl e dell'Idv, aveva lasciato intendere che la Regione era pronta a fare uno «sforzo straordinario» per la Richard Ginori. Insistendo naturalmente su una priorità: trovare accordi con il governo per accelerare il processo di rateizzazione dei debiti con il fisco e di avviare l'iter per far accedere l'azienda al fondo di salvataggio. Questo anche per sventare un altro pericolo: la speculazione. Marco Manneschi (Idv): «Il marchio Richard Ginori è un emblema di qualità da mantenere sul territorio, preservandolo da appetiti speculativi». Nicola Nascosti (Pdl): «Il voto dell'aula ha aperto la strada alla giunta: ora bisogna passare rapidamente ai fatti». L'assessore Simoncini ha parlato di incontri imminenti, a Firenze e a Roma, per far scattare gli interventi nazionali e per la ricapitalizzazione dell'azienda.