Di solito, i ricchi sono avari. Attenti alle loro ricchezze. Con una eccezione: Roma e chi è chiamato a occuparsi di lei. La ricchezza di Roma sono le sue irripetibili antiche vestigia ma, siccome ne contiene troppe, amministratori e romani tendono a dimenticarlo. Prendiamo gli ultimi giorni. Dall'alto del Colosseo fra dicembre e gennaio ci sono stati tre piccoli crolli. Ieri, intanto, è stata rinviata al 7 marzo la decisione sul restauro sponsorizzato da Diego Della Valle. Fuori e nei dintorni, ogni giorno si perpetua la tradizione un po' pesante dei finti gladiatori, alcuni dei quali sono veri taglieggiatori. E il Colosseo, con i Fori, attrae cinque milioni di visitatori l'anno, sito archeologico più importante d'Italia (Pompei è secondo con 2 milioni e 200 mila), ma lunedì, nell'intervista al Corriere del nuovo ministro per i Beni culturali, Ornaghi, si notava come il Louvre sfiori i 9 milioni. Certo, non si può paragonare un enorme e prestigioso museo, con un'area di monumenti a cielo aperto, tuttavia Ornaghi ha suggerito una spiegazione: «In troppi casi la domanda turistico-culturale non è favorita da un adeguato sistema di servizi...». Torniamo al discorso iniziale: abbiamo tanto e quindi non ci viene spontaneo di sprecare energie per valorizzarlo. Invece: cosa sarebbe l'area dal Campidoglio al Colosseo liberata dalle auto e liberata dal manto stradale di via dei Fori? Un pezzo di Roma Antica dove avventurarsi e perdersi, dove capire osservando. Ci provarono La Regina, Petroselli e Cederna alla fine dei '70, ma le esigenze del traffico ebbero la meglio. A proposito di auto, cosa rischia di diventare il Circo Massimo (VI secolo avanti Cristo) nell'idea delle giovani generazioni? Il deposito di mille taxi e tassisti in sciopero contro il governo? Cosicché e questo è molto «romano» un bar di via dei Cerchi ha abbattuto i prezzi di acqua e panini, «solo per tassisti». I monumenti non sono cosa morta, ma andrebbero usati per iniziative culturali, come fu Estate romana '77 e '81 la grande stagione del cinema nella Basilica di Massenzio e poi sotto il Colosseo. Ciliegina su una torta venuta male, è arrivato ieri l'allarme dei dipendenti della Sovrintendenza di Roma e Ostia Antica: «Siamo alla paralisi». Scuoterà almeno questo, le coscienze?