Incontro Comune, Porto e Magistrato: con procedure ordinarie, due anni per il nuovo canale. L'Unesco: preoccupazione per i rischi della laguna Studio preliminare. Il magistrato alle Acque studierà costi ed effetti ambientali e idrodinamici, il Porto il tipo di navi VENEZIA «Operativo sin dal 2013». Così aveva scritto il presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa nella lettera dello scorso 18 gennaio al ministro dell'Ambiente, riferendosi all'ipotesi dello scavo del canale Contorta-Sant'Angelo per allontanare le grandi navi da crociera da San Marco. Ma già ieri durante il primo incontro tra Costa, l'assessore alle Attività produttive Antonio Paruzzolo e i padroni di casa, Ciriaco D'Alessio e Giampietro Mayerle, rispettivamente presidente e vicepresidente del Magistrato alle Acque, l'orizzonte temporale si è un po' allungato. «Ci vorranno un paio d'anni tra progettazione, autorizzazioni e realizzazione», dice D'Alessio. Metà per progetto e iter, metà per i lavori. E così è difficile che il canale possa vedere la luce per quel 2013 citato da Costa. «Due anni sono tantissimi per dare una risposta al problema, ma in realtà sono pochissimi rispetto ai normali tempi procedurali», osserva Nuovo appello di Clini Il ministro: l'obiettivo è liberare il bacino. E sulle bonifiche: occorre ragionare sugli usi delle aree però con realismo Paruzzolo. Perfino l'Unesco chiede di fare in fretta e ha scritto a Clini che l'incidente del Giglio rafforza le preoccupazioni sui rischi dei siti Patrimonio mondiale, «in particolare la laguna di Venezia e il Bacino di San Marco». Ieri mattina sono state gettate le prime basi, con una suddivisione dei compiti: in particolare gli uffici del Magistrato redigeranno uno studio preliminare su costi (si parla di 3040 milioni di euro), effetti ambientali e idrodinamici e possibili interferenze. «Cercheremo di essere più rapidi possibile», assicura D'Alessio. Resta sospesa la possibilità di un ricorso a procedure accelerate. «Se la procedura commissariale fosse più veloce ben venga», dice il presidente del Magistrato. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di un nuovo soggetto, visto che c'è già il commissario per l'emergenza dei canali portuali Roberto Casarin. «Dobbiamo capire cos'è più conveniente, ci siamo riaggiornati alla prossima settimana», conclude Paruzzolo. Nel caso lo studio di fattibilità desse il via libera all'ipotesi Contorta-Sant'Angelo, il milione e mezzo di fanghi che verrebbero scavati non rappresenterebbe un serio problema. «L'area del Vallone Moranzani è attrezzata per l'essiccazione», dice l'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin. Ieri sera a Padova sull'argomento è tornato anche Clini. «L'obiettivo è liberare dalle grandi navi il bacino di San Marco dopo che saranno scavati i nuovi canali - ha detto il ministro - nel frattempo toccherà alla Capitaneria di porto ed al Comune decidere quali sono i traffici sopportabili e compatibili con gli obiettivi che Venezia si è data in questi anni». Clini ha anche parlato di bonifiche a Marghera: «Occorre ragionare sugli usi che le aree avranno, è diverso il livello di bonifica se sull'area industriale voglio fare una banchina portuale o un campo di grano».