Maggioranza unita sul maxi-emendamento, resta il no di Fed Protesta e fischi dei Comitati, il Pdl chiede tempo: tutto rinviato Il sindaco Orsoni: Sta prevalendo l'interesse della città VENEZIA No alle grandi navi in bacino di San Marco, via l'Alta velocità dalla gronda lagunare e per Tessera city solo 50 ettari edificabili, la metà del vecchio accordo di programma. Dopo giornate convulse di incontri, minacce di voto contrario, emendamenti e voci grosse tra consiglieri di maggioranza ieri alle 16 è arrivato il maxiemendamento di giunta che tiene insieme tutte le istanze e le anime che governano Venezia. Tutte tranne Fed, Sebastiano Bonzio si appresta infatti infatti a votare no al Pat. Il sindaco tuttavia afferma: «Sta prevalendo l'interesse della città». Il via libera al piano però non c'è stato, nemmeno le 60 fitte pagine del maxi-emendamento della giunta ha sbloccato la situazione. Se ne riparla lunedì prossimo. Troppi i ritardi nell'avvio dei lavori in questi due giorni di sedute del consiglio comunale e troppo poco tempo per studiare il faldone di emendamenti proposti da sindaco e assessori. Così dopo il «terremoto» scoppiato su Tessera city in seno alla maggioranza, ora è la volta dei partiti di minoranza. Prima con una mozione d'ordine (cassata da 20 voti contrari) ha provato a far slittare il voto al 30 il grillino Marco Gavagnin, quindi con un'esplicita richiesta al sindaco di Pdl e lista civica Impegno per Venezia e Mestre l'opposizione è riuscita ad ottenere uno stop alla discussione. «Al fine di permettere alla minoranza di fare quegli approfondimenti necessari, nel rispetto del Consiglio e di questo importante strumento, è opportuno dare spazio a un'ulteriore analisi per arrivare a risultati di peso perla nostra città», ha detto Giorgio Orsoni tra i cori da stadio e le proteste dei No Pat: «Questo Pat non passerà», «Questa è la vostra democrazia». Il sindaco ha provato a spiegare che il maxiemendamento, illustrato dall'assessore all'Urbanistica Ezio Micelli, è frutto «di approfondimenti puntuali e lavoro serio» ma alla fine ci ha rinunciato. I fischi hanno messo a tacere la discussione e poco dopo le 20 il presidente Roberto Turetta ha chiuso i lavori. «Il maxiemendamento contiene due pacchetti: nel primo si accolgono emendamenti, nel secondo si approfondiscono quegli elementi che sono un work in progress per la città», ha esordito Micelli. Le valutazioni ambientali Vas e Vinca sono state aggiornate e il Quadrante di Tessera definito nel dettaglio. «Di 200 ettari ben 150 sono restituite alla città come valorizzazione ambientale», ha sottolineato l'assessore. A chi chiedeva chiarezza sull'Alta velocità, nel maxiemendamento si mette nero su bianco che Venezia dice no al tracciato lungo la gronda lagunare come da parere alla Via nazionale. Di contro, si punta su metropolitana di superficie e tram. Nel Pat ci sono anche le crociere: «Il piano assume come obiettivo la definitiva estromissione delle navi incompatibili con città storica e contesto lagunare». Nasce anche l'Osservatorio permanente sui cambiamenti del territorio per estendere la discussione alla cittadinanza. Alla fine comunque dopo una settimana in cui la maggioranza sembrava essere sul punto di esplodere, l'accordo è arrivato. Bonzio tuttavia non ci sta, il suo partito ha deciso: la riduzione delle cubature di Tessera city è insufficiente, il parere rimane contrario. Eppure solo qualche mese fa, il presidente della Municipalità di Zelarino, Maurizio Enzo (di Fed), aveva approvato il documento. «Se si conferma il no di Bonzio, chiederemo verifiche in maggioranza», ha anticipato ieri l'Udc Simone Venturini. Il terremoto in maggioranza è passato ma tra i partiti qualche strappo da aggiustare rimane.