Domani la conferenza di servizi per il via libera definitivo. Ora manca l'ultima autorizzazione del sovrintendente Gizzi Parere favorevole dei Beni culturali per le regate in via Caracciolo: «Opere temporanee e rimovibili» Via libera dal ministero dei Beni culturali per installare i cantieri della Coppa America in via Caracciolo. L'ufficio legale al quale si è rivolto il sovrintendente Stefano Gizzi e il direttore regionale dei Beni culturali Gregorio Angelini ha chiarito che è possibile lavorare si via Caracciolo trattandosi di un evento straordinario. Domani, in conferenza dei servizi toccherà allo stesso Gizzi tradurre il parere in un si dell'ente da lui retto e non è scontatissimo che ciò accada. Un semaforo verde su tutta la linea tracciata da Comune, Regione, Provincia e industriali. Un ruolo importante lo ha avuto e lo avrà ancora Salvo Nastasi, il capo di gabinetto del ministro. Un amico di Napoli già commissario del San Carlo e ancora oggi membro del cda del teatro. La sua conoscenza della città e degli enti locali ha fatto cadere veli che pure potevano frenare il sì del Mibac. C'è il sì del ministero dei Beni culturali retto da Lorenzo Ornaghi per installare i cantieri in via Caracciolo. E quindi far partire finalmente l'operazione Coppa America. L'ufficio legale al quale si è rivolto il sovrintendente Stefano Gizzi e il direttore regionale dei Beni culturali Gregorio Angelini ha chiarito che è possibile lavorare su via Caracciolo trattandosi di un evento straordinario. Domani, in conferenza dei servizi toccherà allo stesso Gizzi tradurre il parere in un sì dell'ente da lui retto e non è scontatissimo che ciò accada. Trapela più che una indiscrezione da Roma sulla tesi dei legali ministeriali. Un semaforo verde su tutta la linea tracciata da Comune, Regione, Provincia e industriali. Un ruolo importante lo ha avuto Salvo Nastasi, il capo di gabinetto del ministro, «amico» di Napoli. Già commissario del San Carlo e ancora oggi membro del cda del teatro, per la sua conoscenza della città e degli enti locali ha contribuito ad accelerare le procedure. Cosa chiariscono i tecnici romani? Il parere dell'ufficio legislativo esamina tutti e tre i vincoli che insistono sulle aree interessate dagli interventi. Il vincolo di tutela indiretta a tutela delle vedute di Castel dell'Ovo e del muro frangiflutto che delimita verso mare Via Caracciolo; due distinti vincoli paesaggistici provvedimentali, l'uno del 1958, l'altro del 1966, che coprono la fascia costiera da piazza Vittoria a piazza Barbaia, e dalla località Scogliere di Mergellina, tra il Molosiglio e l'isola di Nisida. Questa la materia sulla quale hanno lavorato. I legali del ministero, nel loro ragionamento, sottolineano che «il vincolo indiretto non può essere letto come un divieto assoluto di modificare lo stato dei luoghi, ma pone solo specifici divieti, che devono essere interpretati in linea con la finalità del vincolo stesso, che è quella di evitare che il lungomare possa trasformarsi in uno stabilimento balneare e di diportisti stagionali, ossia attrezzature temporanee, rimuovibili e precarie, ma destinate a essere ricollocate periodicamente ogni anno». Cosa significa? I legali rilevano - nel caso in esame - «che si tratta di opere consistenti in ormeggi, passerelle, pontili e boe del tutto temporanee e interamente rimuovibili, ma, soprattutto, non ripetibili, ossia di natura del tutto eccezionale ed una tantum». Insomma nessun precariato stabile. Lo stesso ragionamento vale anche per il prolungamento della scogliera esistente per 85 metri a sud e 75 a nord, «perla quale anche vi è un espresso impegno di rimozione». Ragionamenti analoghi valgono per i vincoli paesaggistici: per le boe, gli ormeggi, le passerelle e i pontili. Si può applicare la procedura semplificata, perché si tratta di interventi di lieve entità. Solo per la scogliera ci vuole la procedura ordinaria, perché è un intervento più pesante. Un passo indietro per capire di cosa si sta parlando. A cosa serve il nulla osta ministeriale? Per appunto nove boe e quattro pontili non per l'allungamento della scogliera. Nella sostanza il minimo indispensabile per collocare a terra e a mare ciò che serve per ospitare i catamarani e farli regatare. Il villaggio della kermesse partirà dall'altezza dell'ex Circolo della Stampa fino ai margini di piazza della Repubblica. Questo il tratto di via Caracciolo impegnato per almeno un mese dagli stand e dagli hangar della Coppa America di vela. La Villa Comunale, invece, sarà la location di tutto rispetto delle ospitality, lì vip e tifosi, appassionati e curiosi si raduneranno per le regate e per il dopo gara. Come area parcheggio verrà utilizzato viale Dohm. Nove gli hangar dove le barche verranno messe a riposo, tutti dislocati sul lungomare più o meno della stesa grandezza, Regate-ranno di mattina per nove giorni e verranno messi a punto di notte. Due gru posizionate ai lati della Rotonda Diaz solleveranno dal mare i catamarani e li posizioneranno nelle officine. Giova sottolineare che hangar e aree di accoglienza sono strutture perfettamente rimuovibili in poche ore. L'area a mare più famosa della città verrà dunque investita in pieno da questo evento. L'occasione per rimetterla a lucido. Dalla pavimentazione della Villa, all'illuminazione a sistemi di sicurezza, passando per nuovo asfalto in via Caracciolo. Nove giorni di regate intervallati dai cosiddetti eventi collaterali, per ora top secret. La prima grande occasione per riflettere un'immagine nel mondo non legata alla crisi dei rifiuti ma a quello che realmente Napoli è: una città bella e viva. «Nel 2013 non si cambia campo di gara» La sfida ora è quella di portare a Napoli la finale di Coppa America un sogno che motti hanno nel cassetto pronto a tirare fuori. Il sindaco Luigi de Magistris al riguardo è chiaro: «È plausibile, ipotizzabile, che via Caracciolo possa essere lo scenario per le regate anche del 2013. «Abbiamo molto tempo per maggio 2013 - racconta il sindaco - e quelle regate saranno sicuramente più belle». «Ho la convinzione che le regate a Napoli saranno uno degli eventi più belli della Coppa America. Anche gli americani, quando sono stati a Castel dell'Ovo, hanno detto che sarà una delle tappe più belle della manifestazione». L'assegnazione A metà settembre gli organizzatori scelgono Napoli come sede di due tappe delle World Series Gli interventi Dopo l'ultimo via libera del ministero possono finalmente partire i lavori per allestire villaggio e campo di gara