Nel mirino dei vandali anche il patrimonio storico e archeologico di Santa Maria Capua Vetere. E ora si contano i danni. Ieri il personale della Soprintendenza in servizio presso l'Anfiteatro ha notato che alcuni dei reperti erano stati distrutti. Non si può esdudere che l'atto vandalico sia stato messo a segno qualche notte fa. Di sicuro gli incursori hanno approfittato dell'oscurità per penetrare all'interno dell'area senza essere visti. Sono state prese di mira alcune tombe di epoca sannitica databili intorno al IV secolo avanti Cristo, colpendole con un tubo che faceva parte delle dotazioni and-incendio. Il tubo è stato attaccato alle tombe, distruggendone in parte due. Ieri anche il sopralluogo dei carabinieri della stazione di Santa Maria Capua Vetere che hanno constatato il danno. La Soprintendenza è al lavoro in queste ore per preparare il dossier da allegare alla denuncia e si riserva di intervenire sulla vicenda solo dopo aver completato gli atti. Le tombe prese di mira dai vandali non fanno parte del «blocco» dell'Anfiteatro che non è stato oggetto di danneggiamento, ma sono comunque posizionate nel perimetro interno dell'area dove è racchiusa l'arena. Costituiscono uno dei tanti reperti - posizionati probabilmente in un secondo momento - ivi custoditi ed esposti a beneficio dei visitatori. Utili alle indagini saranno anche le riprese delle telecamere poste a controllo dell'area, sorvegliata di notte da tre dipendenti. «Si tratta di un atto ignobile - ha commentato il sindaco, Biagio Maria Di Muro - ancora di più perché privo di senso e mirante solo a distruggere quanto di bello abbiamo sul territorio. Azioni come quella perpetrata da questi vandali oscurano anche tutta l'azione di valorirzazioneturistica che l'amministrazione comunale sta ponendo in essere». Di reato «particolarmente grave nei confronti del patrimonio storico e culturale della intera umanità» parla l'assessore alla Cultura Mario Tudisco che ha inviato un esposto-denuncia al procuratore della Repubblica, Corrado Lembo. Il delegato della giunta esclude l'ipotesi di una ragazzata. «Per le modalità con cui si è consumato tale scempio si può escludere una bravata. Tale gesto deleterio rappresenta un nitido campanello di allarme per chi a cuore la tutela e la salvaguardia della nostra storia e dei nostri monumenti».