Lha spuntata su Famiglietti liberando così il posto di direttore regionale dei Beni culturali Tra i nomi papabili per la successione quello di Cristina Acidini e Paola Grifoni Maddalena Ragni, direttore regionale dei beni culturali della Toscana, sarà il nuovo direttore generale per il paesaggio, le belle arti, larchitettura e larte contemporanea del ministero dei Beni culturali, al posto di Antonia Pasqua Recchia diventata segretario generale del Mibac. Una nomina che era nellaria, sebbene sul tavolo del ministro Ornaghi ci fosse anche (fra i sei esaminati) un altro curriculum di tutto rispetto, quello di Gino Famiglietti, direttore generale del Molise ed ex vicecapo dellUfficio legislativo del Mibac, nonché autore materiale del Codice dei beni culturali. Fortemente sponsorizzata dal neosottosegretario Roberto Cecchi, lha spuntata la Ragni, peraltro dotata di tutte le caratteristiche per ricoprire un incarico di così alto livello, e evidentemente per niente danneggiata dalle critiche degli esperti per aver autorizzato lo spostamento di un sito archeologico a San Casciano che ostacolava il nuovo stabilimento Laika. In un comunicato, la segretaria nazionale dellUilbac fa gli auguri alla Ragni sottolineando come lassunzione del nuovo ruolo «in un momento particolarmente difficile del Mibac, e in una situazione in cui dovrà dimostrare di mantenere quellautonomia ed indipendenza che nel corso della sua carriera ministeriale ha dimostrato (la neonominata è già stata direttore generale centrale presso il Mibac, ndr)». E si apre adesso il totosuccessore. Il ruolo di dirigente regionale di un settore così importante per la Toscana (e per la carriera di chi lo ricopre) solletica gli appetiti e cè già chi, nonostante i curriculum allaltezza siano per forza limitati, prova a fare nomi e cognomi. Primo fra tutti quello della soprintendente del Polo museale di Firenze Cristina Acidini, candidata ideale, si direbbe, ad un ruolo di super-soprintendente, e che tuttavia non è detto abbia voglia di lasciare un incarico di grande visibilità (e totale autonomia decisionale) per occuparne uno più adatto ad un profilo tecnico-amministrativo che a una storica dellarte come lei (anche se meglio remunerato). Altro nome che circola è quello di Paola Grifoni, già soprintendente ai beni architettonici a Firenze oggi direttore regionale dei Beni culturali di Bologna Modena e Reggio Emilia, e con molta voglia, si dice, di tornare a occuparsi di Toscana. Mentre cè chi ricorda che fra le «caselle» da riempire ci sarebbe - dopo linterim della Acidini - lOpificio delle pietre dure, per il quale molti si augurano come naturale successore Marco Ciatti, stimatissimo direttore del laboratorio di restauro dei dipinti mobili.