Prato. La soprintendenza ora può sbloccare lo stop determinato dal passivo finanziario della società che gestisce l'Interporto Duecentomila euro dalla Fondazione CariPrato. Ora manca solo una firma Gonfienti. La Provincia pensa di realizzare un museo interattivo. Non c'è il piano del Comune PRATO Duecentomila euro dalla Fondazione CariPrato per Gonfienti: manca solo una firma. Il gioiello etrusco sepolto dal cemento dell'Interporto tornerà a respirare, sempre che, almeno stavolta, Comune e Provincia (guidate da coalizioni di centro-destra e centro-sinistra) trovino l'intesa. Gli scavi che nascondono una città del settimo secolo a.C. potrebbero riprendere dopo molti mesi di stop in virtù di un accordo in discussione in queste ore. I termini della trattativa sono molto delicati e prevedono la partecipazione diretta della fondazione bancaria. I soldi, dunque, non mancano, ma è difficile trovare l'armonia dell'ingranaggio che mette insieme istituzioni e progetti. Ecco lo scenario. Da due anni la Provincia iscrive a bilancio duecentomila euro per ridare impulso agli scavi. La somma, a cui va aggiunto un finanziamento regionale di trecentomila euro, arriva a toccare il mezzo milione tondo, pronto per essere investito nei venti ettari del sito archeologico collocato fra i comuni di Prato e Campi Bisenzio. Peccato che, fino ad ora, neanche un euro di quella somma sia potuto arrivare a Gonfienti. Una vicenda che in passato lo stesso assessore provinciale alla Cultura Edoardo Nesi aveva definito come «situazione kafkiana». All'origine del problema c'è la società che gestisce l'Interporto che, con un passivo di diversi milioni di euro, non può nemmeno permettersi di iscrivere a bilancio la concessione gratuita dei propri terreni (dove insistono gli scavi). L'unica istituzione che per motivi tecnici può gestire direttamente la pratica è la soprintendenza toscana ai beni archeologici, che non gode di grande disponibilità finanziaria. E qui arriva la nuova soluzione, alla quale sta lavorando la Provincia di Prato, che non ha mai fatto mistero soprattutto attraverso l'impegno di Edoardo Nesi di voler puntare al rilancio di Gonfienti come obiettivo primario per la crescita culturale e turistica della città. L'accordo che si cerca di chiudere prevede che la Fondazione CariPrato sovvenzioni la soprintendenza per duecento mila euro, così che l'ente emanazione del ministero per i Beni culturali possa autonomamente ricominciare l'attività di scavo. In cambio, la Provincia fornirebbe alla fondazione bancaria servizi per lo stesso importo. Un passaggio apparentemente agevole, minato dalla differenza di vedute di Comune e Provincia sul futuro sviluppo del sito archeologico. Gli incontri dei prossimi giorni saranno risolutivi e se la trattativa di queste ore andasse in porto la giunta provinciale avrebbe già un progetto da avanzare per la futura gestione degli scavi. Il tandem Gestri-Nesi ha già stretto importanti contatti con i dipartimenti di ricerca della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, con la quale alla fine di marzo saranno organizzati alcuni workshop sul tema. L'idea è quella di trasformare Gonfienti in un centro archeologico all'avanguardia, con tanto di museo interattivo e percorsi avanzati. Il Comune, invece, deve ancora approntare il suo piano di recupero. Quanto al debito della società dell'Interporto di cui il Comune è maggiore azionista spetterà al neo direttore della società Luciano Pannocchia occuparsi del piano per l'intera restaurazione del debito.