Il presidente del terminal turistico: senza San Marco danni enormi Il presidente del Terminal passeggeri annuncia uno studio internazionale per dimostrare che i rischi del passaggio in Bacino sono pari a zero Il grido del porto turistico «Venezia è un'altra vittima della tragedia del Giglio» Trevisanato: senza San Marco navi in fuga per Trieste e Ravenna VENEZIA «L'ultima vittima della tragedia della Costa Concordia è il porto di Venezia». A pensarlo, e a dirlo ad alta voce, è il presidente del Venezia Terminal Passeggeri, Sandro Trevisanato, che non si dà per vinto dopo la proposta Costa-Clini per deviare il traffico al di fuori del bacino San Manco e lancia l'idea di una commissione internazionale che dimostri la sicurezza e l'ecosostenibiltà dei passaggi di fronte a palano Ducale da parte dei giganti del mare. «Tra qualche mese la gente tornerà in crociera come se non fosse accaduto niente - spiega Trevisanato - ma per colpa di un battage di disinformazione senza precedenti che ha causato un allarme ingiustificato e ha strumentalizzando una tragedia che ha colpito nel profondo molte persone, anche il porto di Venezia sarà danneggiato». Secondo Trevisanato infatti l'incertezza che regna sulla situazione veneziana ha già allarmato alcuni armatori. «Due compagnie si sono già informate presso altri porti come Trieste e Ravenna che accoglierebbero le grandi navi a braccia aperte: Trieste ad esempio ha fatto il pieno quando noi siamo rimasti chiusi per nebbia quest'autunno, e la città ne parla ancora». Del resto, il passaggio delle navi per San Marco viene considerata un'attrattiva che da sola vale i soldi in più che costa attraccare a Venezia Ma se questo passaggio, come deciso dal ministro dell'ambiente Corrado Clini e dal presidente dell'Autorità Portuale Paolo Costa, non ci fosse più, le carte in tavola cambierebbero. «Realizzare la nuova Marittima dove ci sono i cantieri del Mose costerebbe più di un miliardo di euro e impiegherebbe almeno 15 anni, chi paga? E cosa si dovrebbe fare di una struttura moderna e funzionale che vale altrettanto come l'attuale terminal? E come si collegherebbero aeroporto e nuovo porto se non con centinaia di barche da cento posti che andrebbero su e giù per laguna aumentando il moto ondoso?». Il presidente di Vtp, insomma, continua a caldeggiare il passaggio per il canale della Giudecca «La partita non è chiusa - continua Trevisanato - e in attesa del passaggio al ministero dei Trasporti, alla Capitaneria di Porto e al Magistrato alle acque proponiamo di finanziare una commissione di studio internazionale che valuti serenamente l'impatto ambientale dei passaggi in bacino e trovi soluzioni rapide e condivise». Una commissione indipendente a cui parteciperebbero anche Comune e Regione che, nelle speranze di Trevisanato, riesca a dimostrare che il passaggio dei giganti del mare non danneggia le fondamenta della città lagunare. 01 problemi della portualità veneziana - conclude Trevisanato - non si possono risolvere sull'onda emotiva di un fatto irripetibile». Scheda Nei giorni scorsi il ministero dell'Ambiente e l'Autorità portuale hanno deciso di studiare un percorso alternativo lontano da San Marco per le navi da crociera che arrivano a Venezia. Preoccupato il presidente di Vtp Sandro Trevisanato
Effetto Giglio, Venezia fa paura Navi in fuga verso altri porti
Il presidente del Terminal passeggeri di Venezia, Sandro Trevisanato, ha annunciato l'intenzione di finanziare una commissione internazionale per studiare l'impatto ambientale dei passaggi in bacino per le navi da crociera. Trevisanato sostiene che l'incertezza sulla sicurezza del passaggio di fronte a palazzo Ducale non è giustificata e che il porto di Venezia sarà danneggiato anche se non ci saranno danni enormi. Lui e il porto di Venezia sostengono che il passaggio delle navi per San Marco è un'attrattiva che vale i soldi in più che costa attraccare a Venezia.
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