Dal Mart di Rovereto al Met di New York, da Germano Celant a Hans U. Obrist Musei, i nomi (e i posti) più contesi. Stipendi da 1.500 euro a un milione di dollari Requisiti. Internazionale ed esperto, meglio se con una buona preparazione da manager: oggi sono questi i parametri fondamentali Paradossi. Fondazioni e istituzioni, in Italia come all'estero, sembrano inseguire sempre la stessa «compagnia di giro» AAA direttore di museo (ma anche curatore di fondazione, galleria o biennale) cercasi. Purché, naturalmente, referenzatissimo. Altri titoli richiesti (oltre alla banalissima conoscenza della lingua, inglese e italiana)? «Qualificate conoscenze nel settore, consolidate relazioni internazionali nel settore, esperienze di curatela con ruoli di responsabilità nella gestione di fiere e istituzioni pubbliche o private, anche da freelance, purché di almeno tre anni» (così come di tre anni sarà l'incarico). Stipendio base: «novantamila euro (lordi) all'anno oltre a una percentuale variabile fino ad un massimo di 20.000 sempre lordi al raggiungimento degli obiettivi indicati». Quello scelto dalla Fondazione Torino Musei (il nome del nuovo direttore sarà deciso entro il 15 febbraio) per trovare la prossima guida artistica per un osservatorio mondiale come «Artissima» (dal 9 all'11 novembre 2012) non appare in fondo che un modo per sfuggire alla «compagnia di giro» che ha di fatto in mano la direzione delle grandi istituzioni (private) d'arte. E che sembra far riferimento sempre ai soliti contesissimi nomi (quelli che regolarmente compaiono ad ogni cambio della guardia): da critici come Germano Celant (presidente della Fondazione Prada e senior curator del Solomon Guggenheim Museum), Achille Bonito Oliva (vicepresidente del Madre e curatore delle collezioni contemporanee della Certosa di Padula) a Vittorio Sgarbi (curatore del Padiglione Italia all'ultima Biennale di Venezia), tutti e tre inseriti da «Artribune» ai primi posti tra gli uomini più potenti dell'arte contemporanea in Italia. E ancora Hans Ulrich Obrist (direttore dei progetti internazionali per la Serpentine Gallery di Londra ma anche tra i consulenti per le mostre della Pinacoteca Agnelli di Torino) e Francesco Bonami (manilow senior curator al Museum of Contemporary Art di Chicago e direttore artistico della Sandretto Re Rebaudengo di Torino). E poi: Philippe Daverio (conduttore in tv di «Art'è» e «Passepartout» e già direttore del Museo del paesaggio di Verbania), Flavio Caroli (da poco nominato al Maga di Gallarate), Mario Codognato (curatore generale del Madre), Cristiana Collu (già direttrice del Man di Nuoro ora al Mart di Rovereto), Gabriella Belli (passata dal Mart ai Civici Musei Veneziani), Andrea Bellini (ora al Castello di Rivoli dopo aver guidato «Artissima»), Valentina Castellani (oggi alla Gagosian di New York), Vittoria Coen (già direttrice della Civica di Trento), Luigi Fassi (direttore artistico di Arge Kunst), Luca Beatrice (curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2009), Giacinto di Pietrantonio (direttore della Gamec di Bergamo), Bartolomeo Pietromarchi (prima direttore della Fondazione Olivetti e oggi del Macro), Gianluca Marziani (direttore artistico di Palazzo Collicola di Spoleto), Pio Baldi (presidente della Fondazione Max)i). E tornando ad «Artissima» (ma anche il «diverso» metodo per la scelta del direttore non ha comunque impedito che circolassero sempre i soliti nomi) proprio da lì è partito il percorso che ha portato Manacorda da Torino alla Tate di Liverpool. Ma come si sceglie il direttore di un progetto d'arte contemporanea? «Quando nel 2002 ho iniziato ad occuparmi della Fondazione spiega Beatrice Trussardi prima mi sono guardata attorno cercando qualcuno vicino alla nostra idea di arte contemporanea». E perché poi ha scelto Massimiliano Gioni, altro nome di punta? «Perché era giovane, internazionale, motivato e preparato». Da lì Gioni (formatosi con Bonami) ha spiccato letteralmente il volo, approdando (la nomina è di pochi mesi fa) alla codirezione del New Museum di New York, continuando comunque a dedicarsi ai progetti della Fondazione Trussardi. Questi dell'affinità (ormai celeberrima quella che lega ad esempio Celant a Miuccia Prada), della preparazione e della internazionalità sembrano essere i parametri fondamentali. Mentre un po' più confuso è il criterio di definizione di «compensi» tendenzialmente «proporzionati al budget a disposizione della struttura». Le ultime cifre a disposizione sono quelle relative al Madre di Napoli (della Fondazione fa parte anche la Regione Campania) e dimostrano in qualche modo la mancanza di parametri precisi: quando a dicembre si è parlato della sostituzione di Eduardo Cicelyn (che del museo è stato anche tra i fondatori) discutendo dei compensi si è passati dai «zoo mila euro all'anno» dichiarati dal presidente della Fondazione Pierpaolo Forte ai «150 mila lordi senza benefit di nessun tipo e senza alcuna indicizzazione nel corso degli anni» di Cicelyn. Simili le cifre dichiarate, per il 2011, anche dal Man a proposito della direzione della Collu: 177.270,34 (al lordo). E anche dal direttore del Mambo di Bologna Gianfranco Maraniello: 101.515,41 euro (sempre lordi). Perché, si parla d'arte certo, ma è pur sempre l'argent de poche a far la differenza. Quando si è parlato della sostituzione di Davide Rampello alla direzione della Triennale di Milano (Rampello è un altro nome di punta che ricorre ad ogni «nuovo giro») è emerso che il suo stipendio era «solo di 19 mila euro all'anno» («Oggi il perfetto direttore di una fondazione d'arte sostiene Rampello è quello che è manager e esperto d'arte al tempo stesso, così si evitano contrasti tra chi gestisce i fondi e chi organizza le mostre»). E ancora di soldi si finisce per parlare quando si analizza la differenza tra musei statali e fondazione private: «Non sono ruoli dirigenziali spiega Roberto Cecchi, sottosegretario del ministero per i Beni culturali , ma da funzionari, per i quali si avanza per graduatoria o carriera. Per questo lo stipendio del direttore di un museo è quello da funzionario, dai 1.500 ai 1.800 euro mensili». C'era da aspettarselo ma aveva fatto ugualmente scalpore scoprire comunque, qualche anno fa, che il direttore degli Uffizi Antonio Natali avesse uno stipendio di nove volte più basso di quello del direttore della National Gallery di Londra. All'estero la situazione non cambia di molto. Lo stile resta quello della «compagnia di giro». Così David Bonford è da poco approdato ad un gruppo di fondazioni private britanniche dopo aver diretto il Paul Getty Museum di Los Angeles (al suo posto il ceo dello stesso Getty, James Cuno). Così Stijn Huijts è subentrato a Alexander van Grevenstein (che l'aveva governato per ben 25 anni) al Bonnefantenmuseum di Maastricht dopo aver a sua volta diretto per oltre dodici anni l'Het Domein di Sittard (altro museo olandese d'avanguardia). Mentre Sheena Wagstaff già curatrice di mostre su Hopper e Lichtenstein, è arrivata dalla Tate di Londra direttamente al Met di New York. Certo una scelta che testimonia «la voglia del Met di puntare sempre di più sull'arte contemporanea» (per il 2015 si annuncia oltretutto un'inedita collaborazione con un'altra grande realtà museale come lo Whitney). Ma dove i soldi fanno ancora una volta la parte del leone: nel 2010 Glenn Lowry, all'epoca direttore appunto del Metropolitan Museum, guadagnava ben 1,32 milioni di dollari all'anno. Nientemeno che il triplo del presidente Obama.
Corriere della Sera
22 Gennaio 2012
✓ Entità verificate
Il mercato dei direttori
ST
Stefano Bucci
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Corriere della Sera · 11 Gen 2003
Nomine bipartisan: Urbani sceglie Settis
Corriere della Sera · 19 Feb 2003
Piccoli musei crescono, l'altra faccia del turismo - A Firenze un convegno internazionale dedicato alla valorizzazione del patrimonio artistico sparso sul nostro territorio.
Corriere della Sera · 11 Apr 2003
RESTAURI : Restauro della Pietà Rondinini - II cantiere aperto nei weekend
Corriere della Sera · 23 Apr 2003
Il Satiro si salva dal caveau e spera nella nave superveloce
Corriere della Sera · 28 Mag 2003
2852003 Parte la sfida per ricostruire il Mantegna perduto
Corriere della Sera · 1 Lug 2003
Dal Prado a Prada, il museo è una griffe
Corriere della Sera · 4 Lug 2003
Strappo alla Treccani: Roversi-Monaco lascia
Corriere della Sera · 17 Lug 2003
Processo internazionale per il David
Corriere della Sera · 20 Lug 2003
Urbani da via libera a Paolucci per il restauro del David
Corriere della Sera · 23 Lug 2003
Meno visitatori nei musei. Ma c'è voglia di eventi
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Terra · 22 Gen 2010
CATASTROFE IMMINENTE. Un'amnistia per gli inquinatori.
Terra · 22 Gen 2010
Le nostre normative ambientali sul petrolio sono inadeguate
Il Fatto Quotidiano · 22 Gen 2010
PONTE DI MESSINA. Un ponte sempre più inutile
Terra · 22 Gen 2010
SANTA MARIA LA CARITA'. Assediati dal cemento. I suoli agricoli che finora erano stati risparmiati dal cemento abusivo, verranno ora sepolti per sempre dalle nuove costruzioni.
Terra · 22 Gen 2010
ATELLA - Dopo mezzo secolo il sogno degli atellani diventa realtà: al via gli scavi per il parco archeologico
L'Espresso · 22 Gen 2010
LA SFIDA DELL'AMBIENTE. Com'è verde il mio comune
la Repubblica · 22 Gen 2010
PARIGI LEgitto reclama i tesori dei faraoni, lItalia chiede le opere trafugate da Napoleone.
la Repubblica · 22 Gen 2010
La rivoluzione dei grandi musei "Picasso insieme a Buster Keaton"
la Repubblica · 22 Gen 2010
MILANO - Il museo Libeskind dimezzato
la Repubblica · 22 Gen 2010
NAPOLI - URBANISTICA. Vomero, via libera a 23 parcheggi. Operazione da mezzo miliardo, nel quartiere 3500 nuovi posti auto
la Repubblica · 22 Gen 2010
LAQUILA -Lappello di Italia Nostra: "LAquila: serve una legge speciale per il centro storico"
il Giornale · 22 Gen 2010
Bertolaso? Per l'Expo non serve uno da Roma
Giornale di Sicilia · 22 Gen 2010
LE BARRIERE DI PALAZZO ABATELLIS, a Palermo
l'Unità · 22 Gen 2010
IL VENTO E L'AMBIENTE. Un eolico a prova di paesaggio
Corriere della Sera · 22 Gen 2010
Doppio incarico per Sgarbi. E ora basta sperimentalismo e arte povera
il Giornale · 22 Gen 2010
Ecco come la mia Biennale diventerà il trionfo dell'arte
la Repubblica · 23 Gen 2010
NAPOLI - c'è una lobby che vuole l'acqua
la Repubblica · 23 Gen 2010
CAMPANIA - Castel Capuano, piano da 24 milioni per il restauro
la Repubblica · 23 Gen 2010
NAPOLI - Rudy Girardi, presidente dei costruttori: i parcheggi salvano il centro delle città
la Repubblica · 23 Gen 2010
SICILIA - Aeroporti, hotel e siti archeologici il business cinese della Regione