Pisa La nuova pavimentazione non rispetterebbe l' impianto originario PISA - Doveva essere il clou dell' operazione arredo urbano voluta dal Comune. E invece la pavimentazione di Piazza dei Cavalieri, l' agorà firmata da Giorgio Vasari a due passi dalla Torre Pendente che ospita la Scuola Normale, si è trasformata in un vespaio di polemiche. A puntare il dito contro le nuove pietre si sono mossi pezzi da novanta della cultura italiana. Primo tra tutti Salvatore Settis, archeologo e storico dell' arte di fama internazionale, già direttore della Normale. Al quale non è affatto piaciuto il progetto. I motivi? Secondo lo studioso, Vasari non aveva progettato così questo spazio e i lavori di rifacimento avrebbero dovuto mantenere la parte povera della piazza «magari con un selciato, che ricordasse l' antico sterrato, come quello sperimentato davanti a Palazzo Pitti a Firenze o in piazza Napoleone a Lucca». Alle critiche di Settis si è unito Vittorio Sgarbi. Che ha sposato a priori l' idea dell' ex direttore della Normale. «Se Pisa, dove Settis è il papa laico, gli volta le spalle, significa che lo sperpero del denaro pubblico per fare cose brutte è ormai arrivato all' apice dell' indecenza. Un altro dei tanti esempi di delirio architettonico, come il rifacimento di piazza Arnolfo a Colle Val d' Elsa e le 22 rotatorie in 26 chilometri in provincia di Pesaro e Urbino». A far discutere anche lo spazio della pavimentazione della piazza. Vasari lo concepì concavo, il progetto lo renderà leggermente convesso. Marco Gasperetti RIPRODUZIONE RISERVATA Gasperetti Marco Pagina 27