Il cultore di storia delle tradizioni popolari e componente della commissione comunale di Storia Patria, Giuseppe Carrabino, rivolge l'ennesimo accorato appello all'Amministrazione comunale con una denuncia forte e chiara per dotare la città di un Museo affinché non si perda memoria dell'identità locale. «Ancora una volta - dice lo studioso - spiace constatare il disinteresse di certe istituzioni che, nonostante i solleciti e la piena disponibilità della società civile, con in prima linea professionisti che da lustri si dedicano allo studio e l'illustrazione del patrimonio storico-artistico, ignorano sistematicamente le istanze e i desiderata di una comunità». Risale al 1965 la prima concreta possibilità di istituire un museo in Augusta. Un Museo che avrebbe dovuto custodire le memorie di Augusta e del suo territorio che aveva già subito nell'immediato dopoguerra la perdita di una specifica identità. L'avvento dell'industria, il contestuale abbandono della campagna, la graduale cancellazione delle saline, avevano determinato un rinnovato impegno di alcuni studiosi e benemeriti della cultura tanto da porre le basi per la costituzione di un organismo che si occupasse della storia, delle tradizioni, dei monumenti, dei personaggi eminenti di Augusta. Fu l'Amministrazione comunale del tempo, guidata dal Sindaco, Pustizzi, a deliberare la nascita di una «Commissione Comunale per il piano di Studi di Storia Patria, Istituzioni e Ricerche» con il compito di ricercare, studiare, valorizzare la storia locale e rendere fruibile il materiale raccolto. Nacque così l'idea di un "Museo" che in un primo tempo doveva avere caratteristiche archeologiche ma che negli anni successivi fu concepito come Museo Civico. Elio Salerno, Mario Mentesana, Laura Roggio Annino, Tullio Marcon, Giovanni Vaccaro, Peppino Amato, furono i pionieri di quella istituzione che ebbe l'immediato sostegno del Sovrintendente ai Monumenti tanto da mettere a disposizione del costituendo museo tutto quel materiale proveniente dagli scavi del territorio. «Il Comune propose la destinazione museale del settecentesco Palazzo Ferreri ubicato in via Roma, nel cuore della città. Da allora sono cambiate tante cose, compresi alcuni uomini della Sovrintendenza, sempre più impegnati a valorizzare esclusivamente le «pietre siracusane». Inutile il grido d'allarme dei due ispettori ai monumenti Salerno e Mentesana dinanzi alla devastazione di intere aree archeologiche. «Ancora oggi - conclude Carrabino - la città di Augusta attende il suo museo. Oggi come allora ci sono enormi potenzialità, nonostante l'identità sia fortemente messa in discussione e il rischio concreto è quello della perdita della "memoria" di un passato sempre più lontano. Eppure, oggi come allora, si parla solo delle "pietre di Siracusa" e Augusta è sempre più terra di predoni. Cosa si aspetta a dare il giusto riconoscimento a questa comunità ? Chiediamo a gran di dare vita a quel Museo civico nato sulla carta e che aspetta di iniziare a custodire un patrimonio di onore e vanto della città». J. S. 22012012
SICILIA - Da oltre quarant'anni attendiamo il museo
Il cultore di storia delle tradizioni popolari Giuseppe Carrabino ha rivolto un appello all'Amministrazione comunale di Augusta per dotare la città di un Museo. Carrabino constata che, nonostante le istanze della società civile e gli studi di studiosi, il progetto di un Museo è stato ignorato. La prima possibilità di istituire un Museo risale al 1965, quando fu deliberata la nascita di una Commissione Comunale per il piano di Studi di Storia Patria. Tuttavia, il progetto non è mai stato realizzato. Oggi, Carrabino sostiene che la città di Augusta attende il suo Museo, nonostante ci siano enormi potenzialità.
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