Docenti universitari e tecnici della Protezione civile si sono confrontati sul grave problema del costone «Sono insufficienti le indagini effettuate finora sul costone su cui si erige il Duomo. La collina, che finora è stata sottoposta in varie epoche a molteplici operazioni di monitoraggio con interventi che hanno riguardato l'area del sagrato, della chiesa e della piazza antistante, devono essere integrate attraverso un'analisi più completa del sottosuolo del pendio adiacente al Duomo nel lato nord. Senza queste indagini integrative è impensabile poter procedere a soluzioni che potrebbero, anche essere dannose. Purtroppo nel passato è stato sottovalutato l'esame del sottosuolo e quindi il meccanismo di rottura che interessa il colle. Abbiamo già programmato ulteriori indagini da attuare immediatamente poiché la situazione è allarmante». Con queste parole Calogero Valore, ordinario di Geotecnica della facoltà di Ingegneria, ha commentato i risultati dello studio effettuato dall'Università di Palermo sulla collina nord di Agrigento. Il tema di grande attualità è stato affrontato ieri mattina nel corso di una «Giornata di studio sulla stabilità del Colle di Agrigento», promossa dal Lions Club Agrigento Host, dei tecnici della Protezione Civile e realizzata con il patrocinio del Comune di Agrigento. Il seminario di studi, moderato dal presidente di Tec-Pro, Antonio Calamita , ha visto gli interventi di tecnici, ingegneri e geologi agrigentini e siciliani e del Direttore dei Beni culturali dell'Arcidiocesi di Agrigento, don Giuseppe Pontillo. Dai dati emersi il pendio si muove ed esistono spostamenti orizzontali in continua evoluzione. «Il progetto sulle nuove indagini è stato redatto ed approvato, per cui, entro un mese - assicura il responsabile provinciale della Protezione Civile, Maurizio Costa - gli interventi avranno inizio». «Stiamo eseguendo il monitoraggio degli inclinometri e della falda idrica del sottosuolo e programmando una serie di approfondimenti, utili ad intervenire per la salvaguardia di tutta la stecca non solo del Duomo, ma di tutti gli edifici che dal Seminario arrivano al serbatoio dell'Itria», spiega Vincenzo Liguori, associato di Geologia applicata della facoltà di Ingegneria dell'Università di Palermo. anna rita di leo 22012012