In epoca di risorse che scarseggiano, il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi loda il modello scelto da Torino per la Superfondazione dei Musei e la collaborazione fra le istituzioni: «Una giornata importante, la città è promossa a pieni voti», ha detto al termine della visita che lo ha portato da Stupinigi a Palazzo Reale, al Museo Egizio e alla Reggia di Venaria. «Non è più tempo per gli individualismi nella cultura: a Torino mi ha colpito in particolare il coordinamento tra istituzioni e le iniziative. Da qui è bene partire». Alla Reggia di Venaria, al termine della lunga visita torinese, il ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi loda il modello piemontese. «Una giornata importante, perché vedendo tali bellezze si ritrova il senso del Paese - ha aggiunto - . Se riusciamo a usare al meglio i beni che i nostri padri ci hanno lasciato, avremo un futuro». Lemozione davanti allAutoritratto di Leonardo, un incontro finale con il presidente Fabrizio Del Noce per parlare del futuro della Reggia («Speriamo che dopo tanta fatica fatta lo Stato non ci abbandoni», ha commentato il numero uno dellex residenza sabauda) e con gli assessori Braccialarghe e Coppola e prima unintensa tabella di marcia iniziata già a fine mattinata a Stupinigi. Tra larrivo e il trasferimento verso la perla dellarchitettura juvarriana, una tappa programmata da tempo a San Giusto Canavese, sede della Winter School gestita dallAssociazione "Difendiamo il futuro", di area Comunione e Liberazione, dove, su invito di Giampiero Leo, ha parlato di libertà e responsabilità. Ad attenderlo un pomeriggio fitto di appuntamenti (è saltato solo quello a Palazzo Civico con Piero Fassino, ieri influenzato, che laveva invitato e ieri sera ha voluto salutarlo al telefono). Nella tabella di marcia Palazzo Reale, dove è stato accolto dal direttore regionale per i beni culturali Mario Turetta, dai soprintendenti Edith Gabrielli, Luisa Papotti ed Egle Micheletto, e dagli assessori alla cultura. A guidare la visita allultima residenza dei sovrani sabaudi - e allArmeria Reale, ora collegata internamente - il direttore Daniela Biancolini. Poco prima al ministro era stato proposto a Palazzo Chiablese il video dedicato al futuro Polo Reale, quellunico percorso tra i musei statali, dallAntichità allArmeria Reale, passando per la nuova Sabauda, che il ministro ha definito «un eccellenza di valore europeo». Il trasferimento allEgizio si è trasformato in una piacevole passeggiata, con un fuori programma al Cambio: «Qui pranzava Cavour, e non faceva tanta strada, perché il suo ufficio stava proprio davanti», ha spiegato al ministro il suo capo di gabinetto Salvo Nastasi, indicando Palazzo Carignano. Quindi un caffè da Pepino, un incontro inatteso con la presidente del Teatro Stabile Evelina Christillin. Infine lapprodo al museo di Palazzo Accademia delle Scienze, dove a fare gli onori di casa cerano il numero uno Alain Elkann e la direttrice Eleni Vassilika. «Guardate che sono uno di poche parole» aveva detto il ministro professore allarrivo in piazza Castello, due ore prima, stupito di trovare una folla ad attenderlo, tra lampi di flash. Durante le visite poche le esternazioni, ma prima di partire per Venaria, dopo la sosta alla Tomba di Kha e allo Statuario, ha risposto alle domande dei giornalisti. Che cosa pensa della superfondazione dei musei? «E opportuno creare tutte le sinergie che possono tornare utili in un periodo di crisi». Come si possono coinvolgere di più i privati nella cultura? «La vecchia contrapposizione tra pubblico e privato non cè più e Torino lo dimostra». Le defiscalizzazioni per chi investe in cultura? «Le abbiamo inserire nel decreto Salva Italia, andremo avanti in quella direzione». Il circuito delle Residenze Sabaude? «Il Ministero stabilisce le gerarchie di interventi, ci penseremo». Si è saputo poi serata che ci sarà un incontro degli assessori Braccialarghe e Coppola con il direttore Turetta e il capo gabinetto Nastasi, per stabilire le linee di intervento su questo tema. Torino promossa dunque a pieni voti per il ministro. E buone speranze per la proroga della mostra di Leonardo a Venaria: «La scelta non dipende da me, ma dopo il successo registrato non posso che appoggiare la proposta».