POGGIOMARINO. Fondi per la Longola, a patto che siano legati ad un progetto di sviluppo dell'area archeologica e di tutto il territorio vesuviano e sarnese. Li ha garantiti Giuseppe De Mita, vicepresidente della Regione e assessore ai beni culturali, che ieri ha incontrato il sindaco di Poggiomarino, Leo Annunziata, proprio per discutere del sito preistorico scoperto nel 2000, ora chiuso e a rischio seppellimento. Era stato lo stesso Annunziata a sollecitare un summit col vice di Caldoro, dopo la conferenza di servizi di martedì scorso, alla quale aveva partecipato anche Elena Cinquantaquattro, soprintendente ai beni archeologici di Napoli e Pompei. Cinquantaquattro era stata chiara: «Gli scavi vanno interrati per consentirne la tutela, ma se ci sono ipotesi di valorizzazione del sito noi siamo disponibili a collaborare». E proprio per cercare strade di valorizzazione, il sindaco ha parlato con De Mita: «È stato un incontro proficuo. Abbiamo ragionato sui fondi da utilizzare, per esempio quelli che serviranno perla bonifica del Sarno (il sito preistorico si trova proprio sul fiume, ndr). De Mita ha anche espresso la volontà di venire a Poggiomarino a visitare gli scavi», dice Annunziata. Gli fa eco Antonio Marciano, consigliere regionale del Pd, che da tempo segue la vicenda: «Esistono tutte le condizioni perché Soprintendenza, assessorato regionale ai Beni Culturali e Comune lavorino insieme per definire il progetto di messa in sicurezza e di valorizzazione degli scavi di Longola». Importanti saranno i prossimi incontri, con quelli della Soprintendenza. Intanto Anita Sala, consigliera regionale dell'Italia dei Valori, ha fatto visita alle imbarcazioni esposti a Città della Scienza e trovate proprio a Longola: «La famosa canoa ritrovata a Poggiomarino non necessita di nessun ricorso a speciali soluzioni idrosaline, così come sostenuto da più parti. In altri termini, la canoa attualmente esposta all'interno di una teca, dove sicuramente sono previste particolari tecniche di conservazione, ma di certo non c'è quell'acqua che, pare, rappresenti il vero ostacolo all'eventuale ritorno della canoa a Longola. Inoltre a Città della Scienza mi hanno comunicato che la piroga resterà negli spazi post industriali di Bagnoli fino a luglio. Ma io credo che debba assolutamente ritornare nel suo luogo di origine, ovvero quella piana del Sarno in cui i coevi abitanti della necropoli protostorica avevano costruito queste speciali imbarcazioni per muoversi agevolmente tra i canali». A Poggiomarino, però, i summit tra le istituzioni non convincono del tutto associazioni e cittadini, nonostante le rassicurazioni. Domenica mattina ci sarà una nuova assemblea, nei locali della scuola primaria di via Roma, e Gennaro Barbato, del comitato civico di Ottaviano, specifica: «Noi saremo contenti solo quando le centinaia di migliaia di reperti saranno esposti a Poggiomarino, a beneficio dei cittadini, degli studenti e di tutti coloro che vogliono ammirare le meraviglie dell'età del Bronzo». Scontenti anche gli operai che lavoravano nel cantiere chiuso con la fine degli scavi: per loro non si vedono spiragli. In generale, le associazioni chiedono un maggiore coinvolgimento. Marciano è con loro: «E fondamentale che le associazioni, che con il loro impegno costante hanno portato l'attenzione di tutti sul sito archeologico di Poggiomarino vengano coinvolte nei progetti di valorizzazione e gestione degli scavi: il loro contributo futuro sarà prezioso e irrinunciabile». Del resto, la gestione della passeggiata fluviale, vicina al sito, è già stata affidata dal Comune a Terra-mare 3000.