Sulla questione delle discariche nel Lazio, parla Niccolo' Rinaldi dell'Italia dei Valori "In merito alla questione dei rifiuti post emergenza Malagrotta e la proprietà del sito di Corcolle mi rincresce aver riscontrato nel suo atteggiamento espresso sui media una forma di reticenza e una certa assenza di trasparenza per un'informazione fondamentale in una vicenda che è molto controversa e sospetta". Lo afferma in una nota il capodelegazione Idv al Parlamento europeo Niccoló Rinaldi riportando il contenuto di una lettera da lui inviata al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro in qualita di commissario delegato per l'emergenza post Malagrotta. "Le chiedo quindi, pur sapendo i nomi dei proprietari dei terreni, del perché non vuole renderli noti. O, nel caso che invece non li conosca - prosegue l'europarlamentare - come sia possibile essere sicuri che nessun settore sospetto possa essere coinvolto. Le confido, infatti, che sapere che la proprietà del terreno sia una fiduciaria anonima svizzera e che il contratto di locazione sia stato fatto a luglio, prima ancora che a Corcolle fosse stabilito come sito di discarica, aumenta le mie inquietudini su questa vicenda. Tali questioni hanno una rilevanza anche europea, dato l'interesse che a Bruxelles é mostrato sul pieno rispetto delle normative Ue in materia di rifiuti, spesso disattese in particolare nella gestione delle discariche del Lazio". "Convocare in audizione il Commissario ai Rifiuti Giuseppe Pecoraro per chiarire la situazione relativa ai terreni di Corcolle", a chiederlo Giuseppe Celli, capogruppo regionale della Lista Civica cittadinie in una lettera al Presidente della V Commissione - Ambiente, Carlino. "I terreni di Corcolle continuano ad essere al centro di movimenti poco chiari. A partire dal contratto di locazione stipulato con la Ecologia Corcolle Srl ancora prima della dichiarazione d'emergenza del CDM del 22 luglio 2011. Società, tra l'altro, coinvolta in un procedimento avviato dalla polizia provinciale e relativo alla gestione di rifiuti non autorizzata. Su tale questione insieme al collega Angelo Bonelli ho presentato, in data 11 042011, una interrogazione urgente al presidente Polverini e agli Assessori competenti", ha dichiarato. "A tali elementi di per sé già allarmanti va aggiunto che sono ancora sconosciuti i proprietari dei terreni di Corcolle, rappresentati da una anonima finanziaria svizzera. Il Prefetto Pecoraro, intervistato in video da un giornalista di Report, ha prima ammesso di conoscere l'identità dei proprietari, salvo poi ritrattare, affermando che simili dati non erano di per sé rilevanti", ha aggiunto. "Viste le premesse, ho chiesto al presidente Carlino di convocare in audizione il Commissario Pecoraro, per dargli l'opportunità di rispondere ai tanti interrogativi sollevati dai Consiglieri Regionali e capire come si intenda procedere su Corcolle, anche alla luce dei recenti rilevamenti del MIBAC". "Come da copione, il Piano Rifiuti Regionale è stato approvato. Preso atto di questo, successivamente alla votazione il Coordinamento Rifiuti Zero per il Lazio ha richiesto, ed ottenuto immediatamente da tutti i gruppi politici dell'opposizione, un incontro che si è tenuto in una sala della Regione stessa. Sono state chieste spiegazioni sulle azioni che i nostri rappresentanti in Regione intendono perseguire per la prosecuzione della battaglia, e su eventuali loro intenzioni di intraprendere un ricorso alla Comunità Europea. Il Coordinamento ha poi lanciato una proposta per una raccolta di firme per un referendum abrogativo del nuovo Piano Rifiuti Regionale, da studiare e organizzare con tutte le forze politiche di opposizione e, soprattutto, con tutte le forze sociali e movimenti di cittadini. Così in una nota il Coordinamento Rifiuti Zero per il Lazio.