È stata digitalizzata gran parte dei documenti, dal '500 al '700. Un immenso patrimonio di dati, non soltanto ecclesiastici Dalle «Sacre visite» si attingono particolari della storia delle province di Trapani e Palermo Oggi l'Archivio ha un patrimonio documentario di circa 3500 documenti tra rolli, Sacre visite, bolle, licenze matrimoniali, decreti vescovili e atti di Curia. MAZARA DEL VALLO. Entra «in rete» l'archivio diocesano di Mazara del Vallo per essere archiviato su supporti digitali. II progetto è il primo in Sicilia che viene applicato ad un archivio diocesano e quello di Mazara del Vallo è uno dei più antichi di Sicilia. Da oggi parte dell' archivio - quello che riguarda le sacre visite dal '500 al '700 si potrà consultare con un semplice clic, accedendo al supporto digitale che è stato realizzato nell' ambito di un progetto promosso dalla Soprintendenza ai beni culturali di Trapani e presentato ieri al Seminario vescovile di Mazara del Vallo. L'archivio diocesano, risalente al XV secolo, conserva documenti riguardanti il territorio dell'intera Sicilia occidentale poiché la Diocesi, istituita dal Conte Ruggero, si estendeva sino al 1844 a tutta la provincia di Trapani e a buona parte della provincia di Palermo. Oggi l'Archivio ha un patrimonio documentario di circa 3500 unità archivistiche (rolli, sacre visite, bolle, licenze matrimoniali, decreti vescovili, atti di Curia). In questa prima fase del progetto, costata 41mila euro, sono stati digitalizzati 66 registri del Fondo delle Sacre Visite. Il periodo preso in considerazione è quello compreso tra il 1520 e il 1724. Ma cosa sono le Sacre Visite? Queste interessano un arco di tempo che va dal secolo XVI sino ai nostri giorni e sono relative alle singole città, circoscrizioni e parrocchie. Nei diversi registri, fogli e carpette ora ingialliti, il vescovo esponeva quanto riscontrava nei vari paesi, documenti del tempo, le relazioni dei sacerdoti dei singoli luoghi e i provvedimenti che ogni vescovo adottava. «Le sacre visite - spiega il direttore dell'archivio, don Pietro Pisciotta - duravano due, tre giorni e il vescovo visionava tutti i documenti parrocchiali, ascoltava i parroci e, in alcuni casi, acquisiva anche documenti riguardanti l'economia del paese. L'ultima sacra visita in Diocesi avvenne nel 1968 - dice ancora Pisciotta - proprio la notte del terremoto nel Belice, il 14 gennaio: il vescovo, monsignor Giuseppe Mancuso, si trovava a Campobello di Mazara. L'indomani della scossa, monsignor Mancuso sospese la visita e tornò a Mazara del Vallo». «Le Sacre Visite - ha detto il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero - costituiscono una fonte storica di primaria importanza, un tuffo nell'antico oggi reso molto più semplice e più a portata di mano, con la consultazione dei testi che si può fare comodamente da casa». Il procedimento di digitalizzazione è stato effettuato a colori dalla Gestione Archivi srl di Catania, producendo un file immagine con uno scanner planetario dal piano basculante, che emette una quantità limitatissima di luce fredda priva di infrarossi e ultravioletti, per garantire l'integrità dei documenti antichi. Per ogni digitalizzazione sono state realizzate tre immagini di diverso formato: Tif e Jpg in bassa ed alta risoluzione. Le immagini Tif sono state archiviate per la conservazione a lungo termine su nastri Lto. La digitalizzazione è stata preceduta dalla cartulazione (numerazione delle pagine) dei documenti antichi, con le archiviste antiche della Soprintendenza trapanese. L'assessorato regionale ai Beni culturali ha già finanziato la seconda fase del progetto. «Si procederà con la digitalizzazione delle Sacre Visite dal 1724 al 1770 - ha detto Vincenzo Fugaldi, dirigente dell'Unità operativa per i beni archivistici della Soprintendenza trapanese - dalla scannerizzazione produrremo ben 22.748 immagini poi resi fruibili in rete».
Mazara, tra le più antiche diocesi. Il suo archivio da oggi è on line
L'archivio diocesano di Mazara del Vallo è entrato in rete con il supporto digitale dei documenti dal '500 al '700. Il progetto è stato finanziato con 41mila euro e ha digitalizzato 66 registri del Fondo delle Sacre Visite, che coprono l'arco di tempo dal 1520 al 1724. Le Sacre Visite erano visite del vescovo che duravano due, tre giorni e coinvolgevano la visione di documenti parrocchiali, l'ascolto dei parroci e l'acquisizione di documenti riguardanti l'economia del paese. L'ultima sacra visita in Diocesi avvenne nel 1968.
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