Progetti e progettisti dal modernismo internazionale al razionalismo di regime Tra le sezioni della mostra quella sull'architettura è la più interessante e completa. Le foto di ville, palazzi, edifici pubblici e cappelle funerarie - e la presentazione dei diversi stili ed autori - raccontano «le esperienze e la personalità dei principali protagonisti del dibattito architettonico catanese negli anni 1870-1939» e della tutela che la sovrintendenza ha assicurato a questo patrimonio monumentale alla realizzazione del quale ha contribuito anche una schiera di decoratori, stuccatori ed ebanisti che hanno concorso a creare il particolare Liberty catanese e spinto verso un'innovativa produzione industriale. I numerosi pannelli raccontano gli eccessi dell'architettura di quell'epoca, dal modernismo internazionale del Liberty ai tardivi eco del Barocco, all'opposizione al moderno, al dèco, all'approccio tradizionalista ed eclettico fino a quello razionalista d'impronta fascista. E raccontano «di architetti e artisti sempre in bilico tra modernità e conservazione, tradizione e innovazione, artisti che hanno creato opere in grado di fotografare una società dinamica e in continuo mutamento». Così sotto gli occhi del visitatore scorrono immagini che parlano della nobiltà e dell'alta borghesia del tempo, del palcoscenico delle loro ville e palazzi e degli architetti cui si affidarono. E sono Francesco Fichera, progettista della clinica Vagliasindi di piazza Cavour, del garage Musumeci di piazza Bovio, del palazzo della Società elettrica di piazza Trento, di casa Lazzara in via De Felice e di tanti altri edifici. E poi i palazzi di Tommaso Malerba, il Monte di Pietà di Luciano Nicolosi, e le opere di Paolo Lanzerotti dal negozio Pirelli di Corso Italia, al cinema Diana, a Villa Pancari ad Ognina. E ancora i progetti degli architetti Carmelo Aloisi, autore del cine teatro Odeon, di Ernesto Basile, di Filadelfo Fichera, e di tanti altri ancora. Discorso a sé meritano i tanti palazzi e le cappelle funerarie progettate da Carlo Sada, il progettista del Teatro Massimo Bellini, alcuni dei cui disegni originari, di proprietà della sovrintendenza, sono esposti in uno spazio a sé. P. L. 21012012