«E' necessaria un'azione legislativa chiara e forte che dia alla cultura leggi speciali in tempi rapidi, anche con un decreto legge, garantendo quelle agevolazioni che in questo Paese sono state concesse per la costruzione di carceri e stadi. Non so se la cultura debba stare allo stesso livello degli stadi e delle carceri, ma sicuramente non a un gradino inferiore». Lo ha detto Giovanni Puglisi, presidente della commissione italiana per l'Unesco, intervistato da Klaus Davi per il suo programma KlausCondicio in onda su YouTube. Ragionando sull'allarme lanciato recentemente dal quotidiano francese Le Monde («Pompei è un caso internazionale e l'Ue ha stanziato 100 milioni di euro, ma intanto si dovrà aspettare un altro anno per vedere iniziare i lavori»), Puglisi ha lanciato un appello a Caldoro e De Magistris: smettere di «giocare con i cavilli tecnico burocratici» e far prevalere «una logica di emergenza per dare risposte concrete al problema». «Ci sono dei fondi veri e concreti per intervenire a Pompei, ma siamo sempre nel regno dell'ottativo. La gente vuole vedere ruspe e cantieri aperti, non vuole sentire chiacchiere». Sollecitato da Klaus Davi sui tempi entro cui debbano compiersi le fasi burocratiche, Puglisi risponde: «Abbiamo poco tempo, entro pochi mesi dobbiamo capire se queste cose sono in fase di risoluzione oppure no. Vorrei evitare di vedermi arrivare su Pompei una lettera simile a quella che mi è giunta in questi giorni perla discarica vicino a Villa Adriana, dove l'Unesco chiede spiegazioni e minaccia di portare la questione a Parigi». Intanto, i turisti devono prepararsi a un'altra giornata di disagi: lunedì prossimo per un'assemblea convocata dalla Fip-Cisl i cancelli potrebbero restare chiusi dalle 8.30 alle 11.30.