Raimondi: avviati incontri col ministero per il recupero di alcuni siti Si è aperto mercoledì scorso il tavolo tecnico tra ministero dei Beni Culturali, Demanio statale, filiale della Regione Lazio e Comuni che hanno presentato richiesta di valorizzazione dei beni che insistono sui propri territori e che hanno un particolare valore storico e culturale. Si è trattato di un incontro interlocutorio con tutti gli enti locali interessati durante il quale sono intervenuti alcuni sindaci, l'architetto Galloni (Ministero), l'avvocato Patruno (Demanio dello Stato) e il dottor Pasqualetti per il Demanio regionale. Per la città di Gaeta ha partecipato il sindaco Antonio Raimondi. «Nel corso della riunione - ha dichiarato il primo cittadino che sembra quasi rispolverare un'antica questione, cavallo di battaglia della passata campagna elettorale, e forse anche di questa prossima - è emerso in maniera spontanea che Gaeta, per quantità di beni richiesti e per la qualità della proposta di valorizzazione, è avanti agli altri enti locali, anche perché le proprietà del Demanio si trovano in zone importanti, all'interno del tessuto cittadino. Siamo stati tra i primi ad aderire a questa procedura contenuta nell'articolo 5, comma 5, del federalismo demaniale che sembra stia funzionando al contrario delle altre tipologie varate. Stiamo preparando una proposta ancora più circostanziata e torneremo entro trenta giorni al ministero per cominciare la fase operativa. Questa fase - spiega - consisterà in una serie di riunioni serrate nei prossimi mesi per elaborare un programma di valorizzazione e procedere alla sottoscrizione di un accordo. Una volta fatto ciò, passeranno 60-90 giorni per completare il trasferimento al Comune del bene demaniale. Voglio chiarire che quando parlo di beni demaniali con valore storico-culturale mi riferisco alla Gran Guardia, al mausoleo di Lucio Munazio Planco, alla chiesa e convento di San Domenico ed altri ancora». E prosegue «anche in questo campo abbiamo dovuto combattere contro l'inerzia dei vari governi e soltanto adesso si sta vedendo la luce anche sulla questione demaniale, che quest'amministrazione è riuscita con decisione a porre all'attenzione cittadina e nazionale. Inoltre, si deve constatare il fallimento completo del Puv (Piano urbani di valorizzazione), cioè di quel tavolo tecnico tra Regione Lazio, Comune di Gaeta e Demanio statale. In quegli anni (2007) solo noi e Civitavecchia presentammo proposte fattibili, ma questo strumento fu reso inutile dall'inefficienza della regione Lazio che non ha portato risultati concreti negli anni successivi. Infine, ricordo che il Puv che a Gaeta ha permesso di riavere la caserma e la chiesa di San Michele Arcangelo che è stata 'girata' al parco Riviera d'Ulisse perché era più facile per quell'ente ricevere finanziamenti regionali necessari al completo recupero. Purtroppo, la cosiddetta filiera (parco e regione Lazio) sta riportando quelle strutture ad uno stato di rovina e di incuria». Facile intuire nelle parole del sindaco uno dei primi attacchi a Cosmo Mitrano, candidato a sindaco del centrodestra, nonchè ancora commissario del parco Riviera di Ulisse.