Ci sono voluti undici morti e diciassette dispersi, una settimana di registrazioni telefoniche che impazzano sul web tra un comandante coraggioso con la schiena dritta e l'altro anchilosato dalla codardia e annidi malcontento prima sopito e ora esploso fra i veneziani, per arrivare ad una decisione figlia del buonsenso: via le grandi navi dal bacino San Marco. L'intesa raggiunta fra il presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa e il ministro all'Ambiente Corrado Clini, arriva sì dopo la tempesta di polemiche seguite al naufragio del Concordia all'Isola del Giglio ma in prospettiva, getta finalmente un'ancora di sicurezza attorno a Venezia e ai veneziani. Nell'immediato, per le grandi navi da crociera in transito nella laguna, si prospetta un percorso alternativo lungo la Stazione Marittima, evitando di passare davanti a San Marco. Per quanto riguarda invece il medio-lungo periodo, si provvederà alla realizzazione di una nuova Stazione Marittima dedicata alle grandi navi in prossimità della bocca di porto di Malamocco, dove oggi per intenderci sorge il cantiere di costruzione dei cassoni del Mose. Decisione lineare rispetto ad un approccio finalmente pacato ad un tema incandescente, come la difesa di una città-museo ormai resa fragile dal traffico navale e dal flusso turistico. Altro aspetto non secondario. L'intesa Costa-Clini non inciderà più di tanto sull'indotto veneziano che gravita attorno ai condomini galleggianti a cinque stelle. Proprio ieri, Roberto Martinoli, rappresentante per l'Italia dell'European Cruise Council e amministratore delegato della Grandi Navi Veloci ha sottolineato che «il caso della nave Concordia non ha messo paura e le crociere non stanno conoscendo un momento di crisi». Del resto, la stessa Costa Crociere, compagnia del Concordia, già nel 2010 ha superato i 2 milioni di passeggeri trasportati, con un fatturato di 2,9 miliardi e un incremento del 12,1 rispetto all'anno precedente. Dati che presuppongono una solidità tale da poter ipotizzare una vasta gamma di servizi navetta offerti ai turisti imbarcati che vogliono visitare Venezia. Così come durante vacanze da sogno a bordo di fantasmagoriche grandi navi ci s'imbarca su pilotine, vaporetti, scafi leggeri per visitare città e località meravigliose sparse nel mondo, così anche Venezia Costa Crociere e le altre compagnie, potranno tranquillamente prevedere e magari offrire gratuitamente ai passeggeri servizi di collegamento con la terraferma, in totale sicurezza. Perché di questo si tratta alla resa dei conti: risollevarsi sì dalla crisi (tra l'altro per il turismo da crociera inesistente) ma tutelare Venezia e i suoi abitanti, oltre che naturalmente i visitatori. D'inchini e manovre azzardate alla Schettino per salutare ieri il Giglio e domani chissà quale isola o città, possiamo fare a meno. Ciò che serviva, dopo il naufragio del Concordia, era un po' di sano buonsenso per proteggere Venezia. Una volta tanto ci si è riusciti, a più livelli. Questa è una buona notizia.
Grandi navi, se vince il buon senso
Undici morti e diciassette dispersi nel naufragio del Concordia. Una settimana di polemiche e registrazioni telefoniche. L'intesa fra Costa e Clini: via le grandi navi dal bacino San Marco. Un percorso alternativo per le navi da crociera. Una nuova Stazione Marittima per il medio-lungo periodo. La decisione è lineare e pacata. L'intesa non influenzerà l'indotto veneziano. La concorrenza tra le compagnie di crociera è alta. La decisione è una buona notizia per Venezia e i suoi abitanti. La concorrenza tra le compagnie di crociera è alta. La decisione è una buona notizia per Venezia e i suoi abitanti. La concorrenza tra le compagnie di crociera è alta.
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