Cinque milioni e 78mila visitatori. Nel 2011 i Musei Vaticani hanno superato per la prima volta quella soglia che il direttore Antonio Paolucci definisce il «muro del suono». «Basti dire sottolinea in un intervento sull'Osservatore Romano che gli Uffizi, la galleria d'arte antica più celebre e più frequentata d'Italia, riesce a ospitare in un anno "soltanto" un milione e mezzo di persone». I grandi capolavori artistici raccolti dai Papi in 500 anni di vita dei Musei (l'atto di nascita si fa risalire al 1506), le mirabili stanze di Raffaello, la gloria della Cappella Sistina, portano sempre più i Vaticani nel ristretto «gotha» dei musei mondiali. «In Europa dice Paolucci i Vaticani giocano il confronto con il Louvre (il più visitato con i suoi 8 milioni e mezzo di biglietti staccati), con il British di Londra, l'Hermitage di San Pietroburgo e il Prado di Madrid». I grandi numeri, però, sono proprio il dato che impone oggi di cambiare la «filosofia della tutela»: utilizzando «le più avanzate tecnologie» per garantire la massima efficacia «alla protezione del patrimonio», migliorando i servizi di accoglienza e potenziando l'offerta didattica affinché i visitatori «possano capire quello che vedono».
Musei Vaticani a quota 5 milioni
Cinque milioni e 78mila visitatori. Nel 2011 i Musei Vaticani hanno superato per la prima volta quella soglia che il direttore Antonio Paolucci definisce il muro del suono. Basti dire sottolinea in un intervento sull'Osservatore Romano che gli Uffizi, la galleria d'arte antica più celebre e più frequentata d'Italia, riesce a ospitare in un anno "soltanto" un milione e mezzo di persone. I grandi capolavori artistici raccolti dai Papi in 500 anni di vita dei Musei (l'atto di nascita si fa risalire al 1506), le mirabili stanze di Raffaello, la gloria della Cappella Sistina, portano sempre più i Vaticani nel ristretto gotha dei musei mondiali. In Europa dice Paolucci i Vaticani giocano il confronto con il Louvre (il più visitato con i suoi 8 milioni e mezzo di biglietti staccati), con il British di Londra, l'Hermitage di San Pietroburgo e il Prado di Madrid. I grandi numeri, però, sono proprio il dato che impone oggi di cambiare la filosofia della tutela: utilizzando le più avanzate tecnologie per garantire la massima efficacia alla protezione del patrimonio, migliorando i servizi di accoglienza e potenziando l'offerta didattica affinché i visitatori possano capire quello che vedono.
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