Reperti rubati e comprati da musei e privati in buona fede Restituite dagli Usa opere per due milioni La dea Fortuna torna a Roma dopo 27 anni. E con lei una divinità femminile di marmo bianco, poco più alta, ma ugualmente affascinante. La prima fu rubata a Fiumicino dentro l'Opera nazionale combattenti agli inizi degli anni '80. La seconda fu trafugata da uno scavo archeologico del Lazio, era probabilmente una stele funeraria. Le due statue, entrambe senza testa e di marmo bianco, del I e del II secolo d.C, alte tra 163 e 175 centimetri, sono tra i pezzi di maggior valore recuperati dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale. Le opere, acquistate nel'86 dalla società statunitense Humana per 500 mila dollari, dalla galleria Merryl di New York, sono state restituite spontaneamente dopo che gli acquirenti hanno scoperto la provenienza furtiva. Sempre dagli Usa sono stati recuperati altri 170 reperti archeologici sottratti nel Lazio, in Puglia e Sardegna spiega il comandante Pasquale Muggeo e altri 140 pezzi sono stati restituiti dal Metropolitan museum di New York». Il valore complessivo di tutti i pezzi potrebbe superare i due milioni di euro. I reperti laziali verranno consegnati alla direzione generale antichità per essere ricollocati in siti museali. «E' importante che vadano in luoghi sorvegliati commenta Federica Galloni, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici , perché il Lazio è ricco di reperti, ma il problema resta il controllo e la tutela dei beni che possediamo». Villa Giulia, il museo di palazzo Massimo potrebbero essere i luoghi dove le due statue potrebbero essere nuovamente esposte, «se ci fosse il parere favorevole sarebbero collocazioni ottimali». Il ritrovamento delle statue arriva dopo un anno, il 2011, che ha visto la denuncia da parte dei carabinieri di otto associazioni a delinquere dedite al mercato e alla contraffazione di opere d'arte. «Questo è un risultato importante dice il segretario generale del Ministero per i Beni e le Attività culturali, Antonia Pasqua Recchia oggi vince la diplomazia della cultura, questi rimpatri si ottengono con l'efficienza tecnologica, l'attività di catalogazione e la collaborazione con altri Paesi».
Statue, bronzi, steli. Il ritorno dei tesori
La dea Fortuna, una delle statue, è stata restituita spontaneamente dopo che gli acquirenti hanno scoperto la provenienza furtiva. Le due statue, entrambe senza testa e di marmo bianco, del I e del II secolo d.C, alte tra 163 e 175 centimetri, sono state restituite dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale. Le opere, acquistate nel'86 dalla società statunitense Humana per 500 mila dollari, dalla galleria Merryl di New York, sono state restituite spontaneamente. Altri reperti archeologici sottratti nel Lazio, in Puglia e Sardegna sono stati recuperati dagli Usa, mentre altri 140 pezzi sono stati restituiti dal Metropolitan museum di New York.
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