L'idea di bloccare per sempre le crepe. La cupola del Brunelleschi è in buona salute. A testimoniarlo i dati di un monitoraggio lungo sessant'anni. E questa la buona notizia che emerge dalla prima giornata del convegno. Il monitoraggio delle grandi fabbriche storiche aperto ieri al Centro arte e cultura dell'Opera di Santa Maria del Fiore dalla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici di Firenze e Pistoia. L'incontro, che si concluderà oggi, ha aperto il confronto tra lo stato di salute del capolavoro di Brunelleschi e quello delle più importanti cupole di tutto il mondo, da Santa Sofia a Istanbul a San Pietro a Roma, passando per Saint Paul a Londra. Tra tutti i sistemi di monitoraggio esistenti per le grandi opere in muratura, quello della cupola di Santa Maria del Fiore è il più completo: dal 1952 ad oggi sono stati raccolti più di 6 milioni di dati che hanno permesso di ricostruire l'andamento delle principali lesioni della struttura. La cupola, infatti, presenta una serie di crepe nella parte absidale e che misurano attualmente 6 cm di ampiezza. La svolta nel 1988: grazie a un finanziamento di oltre 11 miliardi di lire da parte dello Stato, la cupola di Brunelleschi venne dotata di un sistema di monitoraggio automatico costituito da 165 strumenti in grado di misurare la variazione delle lesioni, temperature, spostamenti e quote della falda freatica. I dati raccolti così, sommati a quelli monitorati da strumenti meccanici già installati nella cupola dal 1952, ci dicono che la cupola sta bene anche se le lesioni si stanno allargando di 5,5 millimetri ogni secolo, riaccendendo l'attenzione sul tema di una possibile cerchiatura metallica della struttura. Ma per la soprintendente Alessandra Marino sono ipotesi premature: «Si tratta di un aumento così modesto da non destare al momento alcuna preoccupazione. A fronte di soluzioni che sono state adottate per altre cupole si può solo cominciare a studiare». La stessa soprintendente, poi, si è detta certa che gli imminenti lavori per l'alta velocità «non causeranno danni alla cupola del Brunelleschi». «La distanza tra il punto dove "la talpa" scaverà e la cupola ha detto ai giornalisti è di circa un chilometro. Inoltre il progetto dell'infrastruttura è stato costruito tenendo conto dell'impatto sulla città delle vibrazioni dei lavori. Ancora a margine dell'evento, il presidente dell'Opera di Santa Maria del Fiore Franco Lucchesi ha annunciato ufficialmente l'esposizione della Porta del Paradiso del Battistero di Firenze, dopo un intervento di recupero lungo oltre vent'anni. Sarà proprio il museo dell'Opera ad accoglierla il prossimo 23 giugno: «Al momento ha detto Lucchesi l'opera è in fase di rimontaggio». La Porta, già danneggiata dall'alluvione del 1966, fu rimossa nel 1990 per il deterioramento causato da agenti atmosferici e inquinamento e restaurata dall'Opificio delle pietre dure.
FIRENZE - Il cupolone? Sta bene (e con la cintura meglio)
Il convegno sulle cupole storiche ha aperto il confronto tra lo stato di salute del capolavoro di Brunelleschi e quello delle più importanti cupole del mondo. Il monitoraggio delle cupole di Firenze e Pistoia ha rivelato che la cupola di Santa Maria del Fiore è in buona salute, nonostante le crepe che misurano 6 cm di ampiezza. I dati raccolti dal monitoraggio automatico e meccanico hanno mostrato che la cupola sta bene, ma le lesioni si stanno allargando di 5,5 millimetri ogni secolo. La soprintendente Alessandra Marino ha dichiarato che l'aumento è modesto e non desta preoccupazione. Gli imminenti lavori per l'alta velocità non dovrebbero causare danni alla cupola.
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