Gli esperti: le crepe si allargano di soli 5 millimetri ogni secolo Il complesso monumentale del Duomo è il più sorvegliato al mondo IN realtà Santa Maria del Fiore è lunica fra le grandi cupole in muratura del mondo che non abbia mai avuto bisogno di venire "cerchiata", cinta cioè da un anello di metallo che prevenisse la spanciatura dovuta alle sue circa 35mila tonnellate. E anche le due lesioni principali nelle vele dellabside, dal 1453 in poi sono progredite a una media costante di 5 millimetri al secolo. Fino agli attuali 6 centimetri. Ma nonostante lirripetibile prodigio di calcolo e accuratezza realizzato da ser Filippo (pare che per suo volere i cinque milioni di mattoni utilizzati venissero controllati uno ad uno), la cupola è stata sempre tenuta docchio nei secoli con le tecnologie di volta in volta disponibili e i luminari che, da Ximenes a Chiarugi e Di Pasquale, se ne sono nei secoli occupati: e così spie di pietra, cunei, biffi, basi per calibri si son trasformati, nel 1985 grazie a ministero e soprintendenza, nei 165 strumenti elettronici, oltre ai 22 meccanici richiesti fin dal '52 dalla commissione in cui figurava anche Pier Luigi Nervi, che rilevano ogni infinitesimale movimento delle lesioni e dellinsieme. «E cioè anche piazza e campanile, mentre per il Battistero ci stiamo attrezzando. Li teniamo docchio giù fino alle fondazioni, 12-13 metri sotto terra, ed alla falda freatica: registriamo ogni cosa a partire dal "respiro stagionale", la risposta della struttura alle variazioni termiche», spiega Paolo Bianchini, luomo che da decenni sorveglia con devota, sapiente attenzione quel prodigio per conto dellOpera del Duomo. Limmensa mole di dati accumulata - circa 6 milioni - da questo sistema unico al mondo, è ora al centro del convegno voluto da Opera e Soprintendenza (piazza San Giovanni 7, oggi dalle 10 la sessione finale), presenti i responsabili delle più importanti cupole del mondo, da Santa Sofia di Istanbul a San Pietro, dallHotel des Invalides di Parigi alla Saint Pauls cathedral di Londra, fino a San Marco e i Frari di Venezia e alla Torre di Pisa. Larchitetto Carlo Blasi, docente di restauro allUniversità di Parma, alla cupola si dedica da anni. Al convegno ha presentato i dati raccolti e leccezionale modello che li ha resi possibili: «La cupola sta benissimo, la progressione delle sue lesioni, presenti fin dal fine cantiere brunelleschiano e accentuate dal terremoto del 1453, si è stabilizzata sui 5 millimetri al secolo, 2,5 centimetri in 500 anni, un dato trascurabile. Il nostro modello di raccolta e lettura dei dati è un unicum allavanguardia perché ci consente di analizzarli nellinsieme e ricavarne informazioni preziose, dalla prevedibilità del comportamento termico ordinario alle anomalie, negative o positive che siano. Come, ad esempio, quella emersa dai 19 anni di ponteggi allestiti fra il 78 e il 96 per il restauro degli affreschi e lampliamento della rete di monitoraggio: leffetto di contenimento e sostegno del ponteggio sulla cupola ne ha azzerato lincremento delle lesioni, agendo di fatto e, finora, a nostra insaputa, proprio come una cerchiatura. Una medicina fin qui forse drastica, ma a volte basta una vitamina per prevenire guai futuri, quali, nel caso della cupola, un terremoto anche modesto come quello del 1895. Analizzando i dati appare che se la cupola venisse cerchiata, lincremento delle lesioni si ridurrebbe da 5 a 1 millimetro per secolo. Ora si tratta di approfondire le ragioni di questo beneficio e vedere se e come riprodurlo. Diciamo che la cupola ha il torcicollo e non se ne muore, ma se si riesce a farlo passare è meglio, e poi la prevenzione resta la miglior cura». Lo scriveva già Viviani nel 1695 «(si deve) operar ad oggetto di impedir i progressi de mali».