19 gennaio 2012 La Grecia in piena crisi economica punta a rimpinguare le casse pubbliche affittando i suoi tesori per film e riprese pubblicitarie. E l'Italia? Potrebbe il nostro Paese, che ha un quarto dei monumenti di tutto il mondo, seguire la stessa strada? Proviamo a capirlo alla luce dei regolamenti e delle tariffe esistenti. Tesori pubblici low-cost Secondo un decreto appena emanato dal Governo di Papademos, l'Acropoli e altri luoghi archeologici simbolo potranno essere dati in affitto a prezzi scontatisssimi: il tariffario per girare un giorno intero all'Acropoli si limita a 1.600 euro, contro i 2.400 euro chiesti nel 2005. Mentre un set fotografico richiederà un esborso limitato a 200 euro per 24 ore. Sono state decurtate anche le tariffe per l'uso commerciale (libri, guide turistiche, enciclopedie) di immagini di siti e musei dello Stato: da 100 a 30 euro. Vengono previste anche formule di sconto per altri monumenti come il Tempio di Poseidone a Capo Sounion: dopo 10 scatti, l'undicesimo è gratis Porte aperte al Colosseo, ma a caro prezzo Anche in Italia non esistono limitazioni allo sfruttamento a fini commerciali dei beni artistici e museali, ma il tariffario è ben più esoso. L'autorizzazione va richiesta agli uffici del Comune di competenza per le piazze e i musei di proprietà dell'ente, mentre occorre rivolgersi alla Soprintendenza Archeologica per quelli demaniali. Nel 2008 il Colosseo è stato affittato per tre giorni alle troupe della New Regency ("nei solo orari di chiusura al pubblico per non comprometterne la funzione primaria", precisano le autorità) al prezzo di 150mila euro. Una somma proposta dalla Soprintendenza e accettata di buon grado dai produttori, che ha fornito una boccata d'ossigeno all'ente capitolino. Peccato che occasioni simili capitino di rado. "In altri casi la richiesta è stata limitata a una sola giornata, con una tariffa che si è aggirata intorno ai 100mila euro", aggiunge Veronica D'Aloisi, location Manager, responsabile del sito Locationsroma.it. Se le riprese, invece, sono previste all'aperto i prezzi scendono, attestandosi intorno a mille euro per Piazza del Popolo o Piazza Venezia. Milano low-cost Alcuni Comuni si sono dotati di un tariffario, che tendenzialmente è indicativo: le condizioni puntuali vengono stabilite di volta in volta in base all'ingombro previsto, alla durata e alle finalità delle riprese. Girare un film costa dieci volte in più rispetto a un book fotografico, e nel caso dei documentari spesso è previsto solo un rimborso spese. Di recente, è stato girato un documentario sulle guglie del Duomo di Milano, in cambio di una donazione di 300 euro. Intorno a questi livelli si aggirano anche i costi per riprese panoramiche della città. Diverso è il caso delle pellicole che valorizzano i luoghi in cui vengono girate: fiction e lungometraggi in questi casi vedono una compartecipazione delle Pubbliche Amministrazioni locali alle spese di produzione. Una scelta motivata dall'obiettivo di valorizzare i territori e le loro bellezze in ottica turistica. 19 gennaio 2012
Anche in Italia il Colosseo in affitto per rimpinguare le casse pubbliche (ma a caro prezzo)
La Grecia sta considerando di affittare i suoi tesori archeologici a prezzi scontati per film e riprese pubblicitarie. Il tariffario per l'Acropoli e altri luoghi archeologici simboli è stato ridotto a 1.600 euro al giorno, contro i 2.400 euro del 2005. I set fotografici richiederanno un esborso limitato a 200 euro per 24 ore. Le tariffe per l'uso commerciale di immagini di siti e musei dello Stato sono state decurtate da 100 a 30 euro. Alcuni monumenti, come il Tempio di Poseidone a Capo Sounion, offrono formule di sconto per gli scatti. In Italia, il tariffario per l'affitto dei beni artistici e museali è ben più esoso.
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