LA POLEMICA Un insolito duo, composto da Salvatore Settis e Vittorio Sgarbi ha fatto divampare una polemica che fa discutere Pisa. Oggetto del contendere la ristrutturazione della Piazza dei Cavalieri. Secondo Salvatore Settis, ex direttore della Normale ed archeologo, la Piazza è troppo lastrica ed è convessa invece che concava. Il Vasari, autore del progetto originale, lastricò solo due strade che attraversavano la piazza e tutto il resto era in terra battuta. Ma non solo. La piazza era concava, mentre il progetto ora è di farla leggermente convessa. Vittorio Sgarbi non solo è d'accordo con Settis ma è deciso a portare la polemica in Parlamento, dopo essere passato prima da Michele Santoro. Guglielmo Malchiodi, soprintendente per 12 anni ha seguito tutto l'iter del progetto, però la pensa diversamente. «La soluzione adottata esalta la convergenza delle direttrici stradali e lega a sé, i palazzi che si affacciano nella piazza. Piuttosto, vorrei proprio che qualcuno mi mostrasse i disegni del Vasari dove c'erano solo due strade lastricate». Dario Matteoni, attuale Soprintendente, tenta la via diplomatica: «Settis fa bene ad esprimere la sua opinione, ma se vogliamo rispettare in pieno il rigore filologico allora, ad esempio, si dovrebbero abbassare di diversi metri tutte le strade per riportarle al livello della Pisa medievale». Insomma, un invito a tener presente la necessità di contemperare esigenze conservative e di contemporaneità. Marta Ciafaloni, architetto e funzionario della Soprintendenza, si dice serena, a dispetto degli strali di Sgarbi. «Abbiamo tenuto in conto una visione di insieme che comprendeva anche la lastricatura già in atto di tutte le strade confluenti alla Piazza che è di per sé molto irregolare ed una pavimentazione diversa da quella decisa avrebbe aumentato questa irregolarità». Monsignor Aldo Armani, rettore della Chiesa di Santo Stefano e responsabile dei restauri di alcune chiese pisane definisce la polemica «fuori tempo massimo». E aggiunge: «Anch'io visionai il progetto e non avrei esitato ad obiettare se mi fosse stato prospettato un progetto di scarsa attinenza filologica». Secondo, Piero Pierotti, docente di storia dell'architettura ed attuale presidente di Artwatch «il grigiore di quel tipo di pietra non è filologicamente corretto ma la lastricatura dell'intera piazza non è sbagliata: le piazze vennero lastricate per la prima volta nel 1517 per permettere alla carrozze di passare».