Magistrato delle acque Venezia RISPETTO all' articolo di Salvatore Settis "Nuove regole per quei colossi" (la Repubblica, 16 gennaio), sono necessarie alcune precisazioni. Il Mose, il sistema di barriere mobili alle bocche di porto lagunari in costruzione per difendere Venezia dalle acque alte, non aumenta la profondità delle bocchee non ne ingrandisce affatto la sezione ma, al contrario riporta lo scambio tra mare e laguna alle condizioni precedenti la costruzione dei moli foranei. Nulla hanno avuto a che fare i criteri adottati per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna dalle acque alte, definiti prima dell' avvio dei lavori del Mose nel 2003, con l' entrata delle navi turistiche nel bacino di San Marco. NON il Mose ma l' offensiva presenza di mega-navi a Venezia era il tema del mio articolo. Ma anche sul Mose sarebbe necessario un lungo discorso: le perplessità sull' efficacia sono assai diffuse. L' ecosistema lagunare ne risulterà profondamente alterato. Il Mose non va visto a sé, ma insieme ad altri progetti: l' autorità portuale ha lanciato un forte incremento dell' attività del porto con approfondimento dei canali interni della laguna, un forte incremento del turismo da crociera con nuovi terminal, e così via. Proprio chi crede che il Mose sarà efficace dovrebbe preoccuparsi che esso generi un falso senso di sicurezza, che finirà con l' incrementare il traffico di navi d' ogni dimensione e d' ogni sorta. ( salvatore settis)