Vasellame, capitelli, ornamenti, fregi, statue. Opere rare come un vaso attribuito all'artista etrusco Micali e un altro oggetto attribuibile al celebre "pittore delle rondini". Oltre 3500 reperti archeologici dì raffinata fattura provenienti soprattutto da Lazio-Etruria, Puglia, Grecia. È il tesoro confiscato dal tribunale di Roma a Giacomo Medici - il trafficante d'arte con attività fra Roma e Ginevra, arrestato alcuni anni fa dai carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale - che ora, per decisione del tribunale di Roma, sarà immediatamente restituito ai musei e alle istituzioni competenti. Nel confronti del trafficante, il tribunale di Roma ha emesso in primo grado il 13 dicembre una sentenza esemplare, che lo condanna a dieci anni di carcere e al pagamento di una multa (16 mila euro). Ma anche s risarcire il Ministero dei Beni Culturali, che nel processo si è costituito parte civile, con 10 milioni di euro a titolo provvisionale. «Una sentenza che farà storia», ha commentato la soprintendente del Lazio Anna Maria Moretti. Ma anche un recupero eccezionale per quantità e qualità per i nostri musei. «Così vasta e preziosa da coprire tutto l'arco cronologico della cultura del mediterraneo - commenta l'archeologa -, Tanto ricca che non basterà una sola mostra per esporre al pubblico il tesoro ritrovato».
Roma. 3500 reperti archeologici restituiti ai musei della città
Il tribunale di Roma ha deciso di restituire il tesoro confiscato a Giacomo Medici, un trafficante d'arte, ai musei e alle istituzioni competenti. Il tesoro, composto da oltre 3500 reperti archeologici di raffinata fattura, proveniva principalmente da Lazio-Etruria, Puglia, Grecia. Il tribunale ha condannato Medici a 10 anni di carcere e a un pagamento di 16 mila euro, oltre a risarcire il Ministero dei Beni Culturali di 10 milioni di euro. La sentenza è stata definita "esemplare" e "eccezionale" per la quantità e la qualità del tesoro ritrovato.
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