Attesa per il vertice di lunedì «La soprintendenza speciale all'archeologia di Roma ha stornato dai fondi a propria disposizione oltre 4,5 milioni di euro destinandoli alla Soprintendenza Speciale al Polo Museale Napoletano che si trova in carenza di fondi». Lo afferma in una nota la Uilbac, spiegando che «tutto ciò, da un punto di vista formale burocratico è ovviamente ammesso, ma la domanda che stiamo rivolgendo da tempo, oggi ha trovato una parziale risposta perché questo storno di fondi dimostra come la soprintendenza aveva ed ha le risorse per iniziare i lavori al Colosseo». Intanto ieri il museo Madre ha riaperto i battenti e i visitatori sono tornati ad affollare le sale espositive del Museo, tranne quelle al secondo piano. «Abbiamo voluto dare spazio alla mostra antologica in corso da dicembre e che durerà fino al9 aprile, dedicata a Fausto Melotti, a cura di Germano Celant e organizzata in collaborazione con l'Archivio Fausto Me-lotti» hanno spiegato i responsabili del Madre. «Non avremmo potuto garantire la sicurezza ed il servizio con un organico ridotto a soli sei lavoratori - puntualizzano - ma il motivo è stato solo logistico». Molti dei dipendenti in forza al Museo, preoccupati per il loro futuro occupazionale hanno atteso per tutto il pomeriggio l'esito dell'assemblea tra i loro sindacati di categoria, Rsa Fil-cams Cgil Museo Madre, e i rappresentanti della loro azienda, la Pierreci Codess. Dunque da ieri è ripresa l'attività al Madre e saranno rispettati tutti gli impegni già programmati nel museo per i prossimi giorni, anche se con qualche variazione. Riguardo, infatti, alla performance di Rosy Rox «La Robe», prevista per ieri, il direttore generale pur confermando l'appuntamento previsto nell'ambito della rassegna «Corpus. Arte in Azione» ha ritenuto «non esservi le condizioni artistiche - come si legge sulla home page del Madre - per lo svolgimento della performance, che è stata perciò rimandata al 4 febbraio». Intanto pur essendo rientrato, almeno per il momento l'allarme, si attende con ansia l'assemblea dei soci di Scabec, con all'ordine del giorno la creazione di un gruppo misto tra pubblico e privato e che dovrà elaborare un nuovo piano industriale per il risanamento finanziario e il rilancio e che si terrà lunedì prossimo, 23 gennaio. Non si placano tuttavia le polemiche da parte dei creditori. «Scongiurata l'immediata chiusura del Museo Madre, la Regione deve continuare a lavorare alacremente per onorare gli impegni assunti nei confronti delle imprese di cui è creditrice per ben 12 milioni di euro da oltre tre anni e per definire il futuro di Scabec», ha detto il presidente della Legacoop Campania Mario Catalano. «Questa vicenda - continua - sta mettendo a rischio molte imprese, eccellenze che operano nel campo della gestione dei beni artistici e culturali, con il rischio di ricadute sociali importanti che in questa fase vanno scongiurate». Un appello è stato lanciato anche dal «Comitato Save Madre» per difendere il Museo di Arte Contemporanea. «Questa mattina alle 10 manifesteremo con l'iniziativa SOS Madre incatenandoci fuori al Museo Madre - ha detto il commissario regionale dei Verdi Francesco Borrelli - per protestare contro la sua chiusura».