POGGIOMARINO - Si è concluso con un nulla di fatto sostanziale il tavolo di concertazione tra Comune di Poggiomarino, Regione Campania, Soprintendenza ai Beni archeologici di Pompei e gruppi archeologici locali per discutere della questione del sito protostorico di Longola. Permane lo stallo attuale: il soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro ha confermato la decisione di interrare i reperti finora venuti alla luce. Tanti i nodi da sciogliere ancora, a partire dall'immediato proseguimento dei lavori, ad oggi bloccati ufficialmente per mancanza di fondi. Poi, il futuro dell'area, sotto la quale giace un intero villaggio palafitticolo risalente all'età del Bronzo. La Regione, intervenuta al tavolo con il coordinatore dell'area Turismo e Beni archeologici Ilva Pizzorno, ha ribadito il suo impegno a stanziare fondi per la valorizzazione del sito, già peraltro espresso dal vice presidente della giunta regionale Giuseppe De Mita nei giorni scorsi. L'amministrazione regionale è disposta a fare quanto è in suo potere per la valorizzazione di questo importante sito protostorico» ha spiegato il dirigente dell'Ente di Santa Lucia. La mobilitazione dei giorni scorsi, con manifestazioni pubbliche organizzate dai gruppi archeologici locali e appoggiate dalle amministrazioni comunali e dalle scuole della valle del Sarno, non ha fatto recedere di un passo il soprintendente Cinquantaquattro. «L'interramento è un atto purtroppo necessario affinché i reperti non si polverizzino - ha affermato -. Tale disposizione è stata dettata dalla mancanza dei fondi per l'uso delle pompe idrauliche necessarie ai lavori di scavo. Ciò non significa che Longola morirà. Si tratta solo di una scelta doverosa, finalizzata a conservare in questo momento le ricchezze del sito». In pratica si procederà alla ricopertura delle aree scavate a Longola, una decisione determinata dalle particolari caratteristiche del villaggio. Presenti in aula, oltre al sindaco di Striano Antonio Del Giudice, dal primo momento al fianco degli attivisti, anche i consiglieri regionali del Pd Angela Cortese, Antonio Marciano e Mario Casillo. In particolare, Marciano ha sottolineato che «esiste già un protocollo d'intesa tra Ministero dei Beni Culturali e Regione Campania, risalente al 2009. Abbiamo dunque già una traccia di lavoro da seguire, non resta che darsi da fare per Longola», ha detto. Anita Sala, consigliere regionale dell'Idv, ha invece chiesto «di portare avanti tutte le procedure per una richiesta all'Unesco affinché il sito in questione venga dichiarato "patrimonio dell'umanità"». Ha chiuso gli interventi il primo cittadino di Poggiomarino Leo Annunziata, il quale ha aperto uno spiraglio d'intesa con la Soprintendenza. «Siamo disposti a sopportare - ha detto - anche l'interramento, ma solo a patto che si vedano fatti concreti e la volontà chiara di portare avanti progetti di sviluppo per Longola. Chiedo inoltre un incontro urgente con il vice presidente De Mita per fissare alcuni punti fondamentali». Ritto è rinviato alla prossima settimana con una nuova conferenza dei servizi, ma la strada per i tanti tra attivisti e cittadini che hanno dato il via alla protesta sembra ancora in salita.
CAMPANIA - Soprìntendenza: copriremo Longola
Il tavolo di concertazione tra Comune di Poggiomarino, Regione Campania, Soprintendenza ai Beni archeologici di Pompei e gruppi archeologici locali è stato concluso senza risultati significativi. Il soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro ha confermato la decisione di interrare i reperti finora venuti alla luce a Longola, un sito protostorico di importanza storica. La Regione ha ribadito il suo impegno a stanziare fondi per la valorizzazione del sito, ma non ha ancora fornito una soluzione concreta. I gruppi archeologici locali e le amministrazioni comunali hanno organizzato manifestazioni pubbliche per sensibilizzare l'opinione pubblica e pressare la Regione a prendere decisioni.
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