Un tavolo di lavoro tra istituzioni e operatori per Fissare delle regole chiare su affissioni e sponsorizzazioni. Lo propone Enrico Bressan, presidente di Fondaco, che con la sua esperienza nel settore (43 restauri sponsorizzati a Venezia negli ultimi otto anni), ha anche le sue idee su come voltar pagina in un settore che - come sottolinea spesso - è una giungla in cui bisogna sapersi muovere. Bressan, però, non vuole criticare né alimentare ulteriori polemiche, dopo la bocciatura da parte del ministero dei Beni culturali delle maxi affissioni in Piazza San Marco gestite dalla Soprintendenza. Polemiche e invidie non ci interessano - premette - Prendiamo quel che di buono è stato fatto: i restauri. Altre città non ci sono riuscite. E da qui partiamo per ottenere risultati migliori». Secondo il presidente di Fondaco, il problema di fondo è l'assenza di regole: «Il mondo della pubblicità è selvaggio, aggressivo e va a nozze in una situazione del genere. Ecco come si sono create le situazioni che sono sotto gli occhi di tutti. Ora bisogna tenere presente che Venezia non è Milano o Roma, con bacini di utenza di grandi numeri e quindi con logiche commerciali. II valore di Venezia resta la sua unicità. E da qui bisogna partire per creare un sistema di regole nuove». Le proposte di Bressan sono semplici. «Innanzitutto i lavori di restauro devono partire solo quando sono a disposizione tutti i fondi necessari. Il rischio, altrimenti, è che i lavori si prolunghino nell'attesa che l'agenzia venda gli spazi pubblicitari». Bressan consiglia anche che il restauro di un'opera sia finanziato da uno, al massimo due sponsor che la "adottano": «in questo modo si evita la vendita di spazi su base periodica con una logica prettamente commerciale». Lo spazio concesso, poi, deve essere obbligatoriamente quello previsto dalla legge sui beni culturali: il 30 dell'area di cantiere, dove dovrebbero comparire - consiglia sempre Bressan, sulla base dell'esperienza di Fondaco - anche dei cenni storici sull'opera in restauro. «Abbiamo una città con un patrimonio incredibile, in alcune sue parti in condizioni veramente critiche. Bisogna agire, senza perdere tempo. Fondaco è a disposizione delle istituzioni per dare il suo contributo professionale. Prima si fissano le regole, prima si possono raggiungere risultati concreti e positivi per Venezia».