Fessure, pietre che si staccano, immondizie: il monumento cede in attesa del restauro firmato Diesel Il ponte di Rialto continua a perdere pezzi. Non ci sono solo le malandate balaustre ad avere bisogno di un urgente restauro. Anche la struttura interna del capolavoro cinquecentesco di Antonio Da Ponte, quella che ospita le botteghe, è in condizioni pietose, con la pietra d'Istria che si sgretola, giorno dopo giorno. L'ultimo pezzo, un sasso della dimensione di un pugno, lo ha raccolto il titolare di una oreficeria davanti alla porta del suo negozio, proprio in cima al ponte. Si è staccato dalla base di un pilastro angolare. «Non è la prima volta che accade - racconta il commerciante, Riccardo Dusi - Un anno fa abbiamo raccolto un altro pezzo di pietra, staccatosi da un altro pilastro. Lo abbiamo consegnato alla polizia...». Ma il buco è ancora li, tra crepe e controcrepe. Dusi è da tre anni che gestisce questa bottega e racconta di un degrado galoppante in questo breve arco di tempo, complici anche le orde di turisti che transitano per questo ponte malconcio. «Lasciano immondizie dappertutto - continua Dusi - d'estate siamo noi commercianti a raccoglierle, ogni due ore, e a portarle giù nei cestini. Molti infilano nelle fessure della pietra carte, cicche, stecchini e rifiuti d'ogni tipo. L'acqua li ingrossa e le crepe si allargano. Questo pilastro, tre anni fa, non era in condizioni così pietose. Ecco perché ci vorrebbe una vigilanza seria del ponte, soprattutto nei momenti di maggior afflusso». Una richiesta che arriva un po' da tutti i commercianti della zona. L'impressione generale è di un complessivo abbandono di questo monumento simbolo di Venezia. Il selciato del ponte è tutto un rattoppo. Molti masegni sono rotti. La pietra è sofferente, tra fessure, graffiti e patina nera. Qualche commerciante si è deciso a lavare il suo angolino di Rialto con qualche acido. Ma il fai da te non può essere una soluzione per un monumento. E chiaro che ci vorrebbe un intervento radicale, ma su questo fronte certezze non ce ne sono. Il Comune ha calcolato una spesa di almeno 5 milioni e spera in uno sponsor. La Disel di Renzo Rosso, si sa, si è detta interessata, ma le trattative sono ancora in corso. «Devono farci avere una loro proposta di sponsorizzazione - spiega l'assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni - che poi noi metteremo a gara con un avviso pubblico. Questa è la procedura. Conto di avere la proposta per fine mese». Intanto il degrado non si ferma.
VENEZIA - Così vedo Rialto sgretolarsi
Il ponte di Rialto a Venezia sta perdendo pezzi a causa del degrado. La struttura interna, che ospita le botteghe, è in condizioni pietose. I commercianti della zona lamentano il degrado e chiedono una vigilanza seria del ponte. Il selciato è tutto un rattoppo, i masegni sono rotti e la pietra è sofferente. Il Comune ha calcolato una spesa di almeno 5 milioni per il restauro, ma non ci sono certezze sulla sponsorizzazione. La Disel di Renzo Rosso si è interessata a sponsorizzare il restauro, ma le trattative sono ancora in corso. Il degrado del ponte non si ferma e i commercianti chiedono un intervento radicale.
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