Se è vero che ogni progetto nasce da un sogno, quello che cova tra Torino e Venaria rimanda alle forme scultoree e levigate dei Bronzi di Riace, capolavori assoluti dell'arte di ogni tempo. Un altro viaggio, ancora una volta, verso i saloni e i giardini della Reggia di Venarla Reale. Non più Leonardo da Vinci, immortalato nel celebre Autoritratto che dopo molte perplessità e qualche polemica ha già ammutolito 120 mila visitatori (quasi certa la proroga dell'esposizione a febbraio), ma loro, «i» Bronzi per eccellenza: realizzati da mani ancora ignote; rinvenuti nel 1972 nei pressi di Riace, provincia di Reggio Calabria, dopo una lunga permanenza in mare; ospitati a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, in attesa della ristrutturazione del Museo Nazionale della Magna Grecia. Un simbolo di quella terra, e del nostro Paese. Chissà che contrasto, che effetto poterli ammirare nella Reggia cara ai Savoia: dalla Grecia classica al barocco piemontese, fino ai giorni nostri, in una sorta di spettacolare viaggio nel tempo a uso del pubblico. Il senso è quello di un'altra operazione «alla Leonardo», se non più complessa, alla quale si sta già lavorando. Se ne è parlato ieri, proprio alla Venaria Reale, a margine della Commissione Attività culturali della Conferenza delle Regioni e Province autonome riunita in via straordinaria. L'occasione era la rassegna di Leonardo nell'anno di Italia 150. L'ipotesi, di cui per ora si parla sottovoce, è un'intesa con la Regione Calabria e il Comune di Reggio con l'obiettivo di esporre per un mese, un mese e mezzo, la coppia di statue elleniche a Torino. Quando? Prima di settembre, quando il Museo Nazionale della Magna Grecia, in quel di Reggio, tornerà ad accogliere i capolavori. Ma la nostra città, Venaria nello specifico, potrebbe essere la prima tappa del tour mondiale al quale la Regione Calabria e il Comune di Reggio, d'intesa con il ministero, stanno lavorando per promuovere la loro terra nel mondo. Non a caso, l'«opzione Torino» è stata tra gli argomenti affrontati dall'assessore regionale alla Cultura Michele Coppola con il collega Mario Caligiuri, coordinatore della Commissione: nell'occasione, Caligiuri ha visitato, oltre alla mostra di Leonardo, la «Pelota Reale» al Centro del Restauro. Un'avventura appena agli inizi e dall'esito incerto, stante la delicatezza delle statue, di proprietà dello Stato, e il significato che rappresentano per la Calabria e i calabresi. Un punto a favore è rappresentato dalla disponibilità, o quantomeno dalla non contrarietà, di Caligiuri e del governatore Giuseppe Scopelliti. Porte aperte, invece, a Torino e in Piemonte. Confermato, in aggiunta a quello di Coppola, l'impegno di Fabrizio Del Noce e Alberto Vanelli, presidente e direttore del Consorzio La Venaria Reale. «Si può fare - commenta Vanelli. II modo con cui abbiamo gestito l'esposizione di Leonardo rappresenta un precedente importante, e un ottimo biglietto da visita». Naturalmente si tratterà di sapere cosa ne penseranno Lorenzo Ornaghi, neo-ministro dei Beni Culturali nel governo Monti, e il direttore generale del ministero Mario Resca: una serie di contatti, per ora ufficiosi, sarebbero già in corso. In ogni caso, per tastare il polso del ministro non bisognerà attendere troppo: nei prossimi giorni la Reggia avrà modo di conquistare anche lui.
TORINO Ora la Reggia vuole i Bronzi di Riace. Dopo Leonardo, la Grecia classica alla Venaria Reale
La Reggia di Venaria Reale di Torino potrebbe ospitare i Bronzi di Riace, capolavori dell'arte greca, per un mese e mezzo. L'ipotesi è stata avanzata dalla Regione Calabria e dal Comune di Reggio Calabria, in collaborazione con il ministero. I Bronzi, scoperti nel 1972, sono di proprietà dello Stato e richiedono una cura particolare. La Regia di Venaria Reale ha già ospitato l'esposizione di Leonardo da Vinci e potrebbe essere la prima tappa di un tour mondiale per i Bronzi. L'idea è stata avanzata dall'assessore regionale alla Cultura Michele Coppola e dal coordinatore della Commissione Mario Caligiuri.
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