Non si placa il dibattito sul Fonte-go dei Tedeschi. Dopo l'incontro organizzato all'Ateneo Veneto dai 40 x Venezia, a sparare a zero sugli interventi previsti da Rem Koolhaas e dallo Studio Oma è Giuseppe Cristinelli, professore ordinario fuori ruolo di Restauro architettonico allo Iuav. Secondo il quale, "al di là delle percentuali menzionate, l'edificio deve restare com'è, senza alterazioni". Per Cristinelli "il progetto è incompatibile con la Carta di Cracovia, documento fondamentale in materia di restauro architettonico. Ed è espressione di un provincialismo diffuso, con archi-star che sempre più si avvicinano ai monumenti cittadini senza la necessaria umiltà". Il professore contesta "le nuove porte d'accesso dal ponte di Rialto e San Bartolomeo. Mi auguro che si intendessero quelle esistenti, perché il contrario sarebbe disastroso. E poi le scale mobili, che in un edificio del genere proprio non ci stanno. Per non parlare del rialzo del padiglione e della terrazza, che modificherebbero radicalmente il tetto". A questo proposito, Cristinelli sottolinea che "rientrando la terrazza tra le parti pubbliche, l'accordo si configura come un prendere o lasciare: accettare la trasformazione per usufruire liberamente di uno spazio". Critica anche la consigliera del Pdl Deborah Onisto: "I 6 milioni versati dalla Società e incassati dal Comune sono circa la metà di quanto ipotizzato. Inoltre, l'accordo sui 6.800 mq di superficie di vendita prevede 2 autorizzazioni commerciali per medie strutture di 2.800 mq ciascuna, in contrasto con deliberazioni precedenti. E viene riconosciuto a Edizione Srl il diritto di recesso, con la restituzione di soldi e interessi se entro 48 mesi non si giungerà anche per motivi indipendenti dalla sua volontà alla riqualificazione e rifunzionalizzazione del Fontego. Ipotesi da brividi, per i cittadini e il Comune". Favorevole ad accordo e progetto, invece, il capogruppo del Pd Claudio Borghello. Per il quale "la partita si è chiusa positivamente, dal momento che Ca' Farsetti non poteva porre vincoli su una trattativa privata. E se non fosse andata a buon fine, il Fonte-go sarebbe ancora chiuso e in stato d'abbandono. Le intese raggiunte sono vantaggiose non solo per la concessione di spazi pubblici, ma anche per i posti di lavoro in più. Sulla terrazza, poi, l'ultima parola l'avrà la Soprintendenza. E personalmente, se la si realizzerà, non ci vedo nulla di terribile o stravolgente. In sintesi, meglio di così il sindaco e la giunta non potevano fare. E lo ribadiremo in Consiglio comunale".
VENEZIA - "Fontego da tutelare, l'edificio non va stravolto"
Il dibattito sul Fonte-go dei Tedeschi continua. Giuseppe Cristinelli, professore di Restauro architettonico, critica il progetto e sostiene che l'edificio deve restare com'è, senza alterazioni. Secondo lui, il progetto è incompatibile con la Carta di Cracovia e esprime un provincialismo diffuso. Cristinelli si oppone alle nuove porte d'accesso e alle scale mobili, e critica la terrazza che modificherebbe radicalmente il tetto. La consigliera del Pdl Deborah Onisto critica l'accordo sui 6 milioni versati dalla Società e incassati dal Comune, e sottolinea che l'accordo sui 6.800 mq di superficie di vendita prevede 2 autorizzazioni commerciali per strutture di 2.
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