Legna e suppellettili accatastate allinterno bruciano il tempio della Scorziata Si ipotizza un rogo doloso. I vigili del fuoco mandano linformativa alla Procura A DISTRUGGERLA è bastato il legname accumulato per il "fuoco di SantAntonio", il tradizionale rogo della notte del 17 gennaio. Centinaia di legnetti, pezzi di mobili, alberi di Natale che i giovani del quartiere hanno accumulato proprio nella cinquecentesca chiesa della Scorziata, a piazza San Gaetano. Materiale che, invece di bruciare in strada per offrire uno spettacolo pagano quanto pericoloso, ha preso fuoco allinterno di un edificio bello e sfortunato, visto che era abbandonato da decenni. Forse una rivalità tra bande concorrenti, forse un banale errore, comunque sia la miccia ha preso fuoco in un attimo, così il fuoco ha divorato la chiesa e, alla fine lha distrutta. Un rogo probabilmente doloso, secondo i vigili del fuoco che hanno mandato uninformativa in Procura. «Un dolore enorme - spiega larchitetto della Soprintendenza Nicoletta Ricciardelli, arrivata in mattinata per un sopralluogo - è una chiesa di valore, con un apparato decorativo particolarissimo. Ora bisognerà puntellarla, cè pericolo di crollo» (due fotogallerie sul nostro sito, www.napoli.repubblica.it). Tutto è stato sottratto, nel corso del tempo. Strappati gli oggetti sacri, gli stucchi preziosi dai muri. Ora è arrivato, il colpo finale. Le fiamme alte 10 metri hanno raggiunto le volte stuccate, la controsoffittatura, hanno carbonizzato le opere pittoriche murali, sono salite su, fino al solaio. Hanno salvato, però, un affresco rinvenuto di recente e non ancora datato, recuperato grazie ai pompieri dellunità operativa 18B, coordinati dai caposquadra Vincenzo Correale e Rosario Martusciello. «Non cè più tempo, si intervenga subito» chiede Ciro Cerino, presidente del cda della Fondazione proprietaria delledificio. Alle cinque e trenta del mattino, quando sono arrivate le squadre (ci sono voluti tre automezzi per domare lincendio), il fuoco fuoriusciva dal primo piano, dove cè il coro ligneo ormai carbonizzato. Le fiamme lambivano anche i 9 cassonetti dei rifiuti, sistemati proprio davanti allingresso della chiesa (e per fortuna semivuoti, perché già svuotati dallAsìa). Sei ore dopo, dal pavimento in macerie, sul quale giacciono travi annerite e una coltre di intonaco, sale ancora il fumo bianco. Alla chiesa è annesso un edificio enorme, costruito per le ragazze bisognose e in difficoltà ma del tutto abbandonato. «Una tragedia annunciata - denuncia Gabriele Casillo, dellassociazione Corpo di Napoli - è necessario chiudere la strada. Lassessore Marcello Taglialatela inserisca la Scorziata nel suo piano di recupero». (tiz.co.)