Cinque ore di riunione, a Roma, perscongiurare la chiusura del museo Madre. Che da ieri ha la garanzia di poter continuare regolarmente la sua attività almeno fino al 30 aprile. Dunque il museo di via Settembrini non chiude i battenti: la minaccia dei privati riuniti in Scabec, che gestiscono i servizi del Madre e avevano annunciato la cassa integrazione per tutti i dipendenti, a cominciare da oggi, è servita a garantire loro che la Regione li convocasse, che si ricreasse un clima di fiducia, che la Fondazione Donnaregina garantisse il pagamento dei servizi per i prossimi tre mesi e mezzo. Quanto al piano di rientro dei crediti vantati dalla Regione e dalla Fondazione Donnaregina, bisognerà attendere qualche settimana. «Lunedì è convocata l'assemblea di Scabec spiega il presidente Massimo Lo Cicero che affiderà a un gruppo di lavoro un piano di risanamento e di sviluppo da mettere a punto, non a caso, entro il 30 aprile». L'assessore regionale alla Cultura, Caterina Miraglia, ribadisce: fatto allarmismo. Se la Regione avesse voluto chiudere il Madre, non lo avrebbe dotato di una nuova governance».
NAPOLI - Il museo Madre non chiude e va avanti. l'assessore Miraglia: "Si è fatto allarmismo"
Cinque ore di riunione, a Roma, perscongiurare la chiusura del museo Madre. Che da ieri ha la garanzia di poter continuare regolarmente la sua attività almeno fino al 30 aprile. Dunque il museo di via Settembrini non chiude i battenti: la minaccia dei privati riuniti in Scabec, che gestiscono i servizi del Madre e avevano annunciato la cassa integrazione per tutti i dipendenti, a cominciare da oggi, è servita a garantire loro che la Regione li convocasse, che si ricreasse un clima di fiducia, che la Fondazione Donnaregina garantisse il pagamento dei servizi per i prossimi tre mesi e mezzo. Quanto al piano di rientro dei crediti vantati dalla Regione e dalla Fondazione Donnaregina, bisognerà attendere qualche settimana. Lunedì è convocata l'assemblea di Scabec spiega il presidente Massimo Lo Cicero che affiderà a un gruppo di lavoro un piano di risanamento e di sviluppo da mettere a punto, non a caso, entro il 30 aprile. L'assessore regionale alla Cultura, Caterina Miraglia, ribadisce: fatto allarmismo. Se la Regione avesse voluto chiudere il Madre, non lo avrebbe dotato di una nuova governance.
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