Comincia a sgretolarsi il fronte del no sui restauri del malandato Colosseo, lavori che, lo dicono gli esperti, «non possono più essere procrastinati». Recede uno dei due attori che con vari esposti hanno bloccato l'avvio dei lavori, obbligando la magistratura ad aprire fascicoli. In una lettera spedita ai magistrati della Procura e della Corte dei Conti e al ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi la segreteria nazionale della Uil - Beni Culturali ha annunciato la decisione di ritirare l'esposto (presentato a marzo 2011) contro la convenzione stipulata tra il Commissario Straordinario all'Archeologia di Roma, Roberto Cecchi, ed il Gruppo Tods di Diego della Valle denunciando «un'aggressione mediatica istituzionale a cui è sottoposta da settimane relativamente al restauro del Colosseo». Il sindacato s'è sentito chiamato in causa nei giorni scorsi quando, all'ennesimo crollo di frammenti di laterizi, il sindaco Alemanno aveva sbottato: «Adesso basta, la situazione sta sfiorando il ridicolo. Non possiamo rinviare il restauro del Colosseo. Si devono aprire subito i cantieri». La Uil-Bac ha commentato: «Ora aspettiamo di vedere su chi, il Sindaco e taluni giornalisti vorranno far ricadere le colpe». Alemanno ha invece pubblicamente ringraziato la Uil Beni Culturali «per aver ritirato l'esposto» contro l'aggiudicazione dei lavori del Colosseo «secondo l'invito che avevamo fatto da tempo». Da parte del sindaco pure un ringraziamento ai «dirigenti della Uil che si sono adoperati in questo senso. Credo sia un atto di responsabilità e buona volontà che può essere un punto di riferimento importante». Si incammina sulla retta via anche il Codacons che ha notificato al Tar un atto di «motivi aggiunti» con istanza di convoca-zione delle parti per un tentativo di conciliazione. Oggi il presidente Rienzi incontra oggi il sindaco Alemanno. Per conciliare il Codacons avanza però una serie di richieste. Lassù qualcuno ama il Colosseo!