Polo di Barcon, lo staff del presidente Napolitano ha ricevuto al Colle il presidente del Credito Trevigiano, Nicola di Santo Polo di Barcon: il Quirinale promuoverà la tutela paesaggistica e architettonica di Villa Emo e di Villa Pola. L'interessamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per evitare lo snaturamento del territorio, sul quale pende anche la realizzazione del mega-polo agroindustriale di Barcon, è stato comunicato ieri dal consigliere del Presidente per la conservazione del patrimonio artistico, Louis Godart, al presidente del Credito Trevigiano Nicola Di Santo, ricevuto al Colle ieri mattina assieme agli architetti Andrea Menegotto ed Enzo Bergamin, quest'ultimo membro del comitato scientifico di Villa Emo. «E' stato un incontro durato quarantacinque minuti in cui abbiamo potuto constatare con piacere l'interessamento del Presidente della Repubblica per quest'area, comunicatoci dal suo consigliere, il professor Godart - dice Di Santo all'uscita del Quirinale - Sia il presidente Napolitano che il suo consigliere sono degli estimatori delle ville palladiane. Da quest'ultimo abbiamo ricevuto un incoraggiamento nel nostro impegno per la tutela del territorio, nonché utili suggerimenti per promuoverla, dove non mancherà l'alto patrocinio della Presidenza della Repubblica». L'obiettivo di Di Santo era informare la più alta carica dello Stato del pericolo che sta correndo quest'area, soprattutto in riferimento alla creazione del polo agroindustriale di Barcon: «In pochi giorni abbiamo ricevuto la convocazione al Quirinale - continua Di Santo, visibilmente entusiasta per quanto emerso - nel corso dell'incontro ci è stata assicurata un'attenzione particolare da parte del ministero dei Beni culturali, oltre che della Sovrintendenza ai beni artistici di Venezia». «Il suggerimento - aggiungono gli architetti Menegotto e Bergamin - è quello di creare un circuito palladiano che valorizzi non solo gli edifici ma anche il territorio che li circonda, essendo parte del medesimo patrimonio. In questo senso è utile sottolineare la complementarietà di Villa Emo e di Villa Pola: tra l'altro quest'ultima rimane il più esteso appezzamento della provincia di Treviso che non ha subito modifiche circa la sua vocazione agricola». L'incontro si è chiuso con la consegna di una lettera dove si invita il presidente Napolitano a visitare queste strutture storiche, anche in considerazione del personale interesse dimostrato. L'udienza al Quirinale porta indubbiamente frecce all'arco di Di Santo che non ha mai nascosto la sua contrarietà all'operazione Barcon: «Questo non vuol dire che mi oppongo a possibilità di sviluppo, ma queste non possono essere cave, una cartiera o un macello tre volte più grande di quelli più grandi d'Europa - dice il presidente del Credito Trevigiano - Pensiamo che ci possa essere uno sviluppo, anche dell'occupazione, conciliabile con la tutela del territorio, come risulta da uno studio da noi affidato dove emerge una indagine anche sul fronte occupazionale». II Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano Nicola Di Santo, presidente del Credito Trevigiano