A ridosso del sito Unesco di Villa Adriana, nei pressi di una necropoli "medio-repubblicana", a un chilometro dalla villa romana "Grotta Paris", vicino allacquedotto romano di Ponte Lupo. È qui che dovrebbe sorgere la nuova discarica di Corcolle che manderà in pensione Malagrotta. Ed è per proteggere questa zona «ricca di presenze storiche e archeologiche» che il ministero dei Beni culturali ha scritto una lettera al prefetto Giuseppe Pecoraro e alla governatrice Renata Polverini. Il Mibac elenca «i vincoli esistenti sullarea San Vittorino». Vincoli «archeologici e paesaggistici» che, per tutti coloro che ormai da tre mesi si oppongono alla discarica, rappresentano, come sostiene Legambiente, «un parere che pesa come un macigno. Il ministero boccia Polverini e Pecoraro e spero - aggiunge Lorenzo Parlati, presidente dellassociazione - metta fine a questa scellerata ipotesi». Parole simili a quelle del principe Urbano Barberini, membro del comitato che si batte contro la discarica: «Il parere del ministero attesta la superficialità di una scelta che rischia di distruggere in modo irreversibile una delle zone più preziose del mondo». La Polverini accoglie la lettera con una scrollata di spalle: «È indirizzata a Pecoraro, risponderà lui. Io so che ha fatto un buon lavoro». Pd, Sel, Verdi, Fds e Idv invece chiedono «un ripensamento anche sul sito di Riano». Sostiene Luigi Nieri, Sel: «Di questo passo Malagrotta sarà prorogata allinfinito». Secondo Umberto Marroni, Pd, «sul sito individuato esistono molteplici elementi di inopportunità. Oltre ai vincoli si aggiunge il fatto che ci sono in merito alla proprietà dellarea risvolti poco chiari». Interrogativi sui reali proprietari della zona di Corcolle, (una fiduciaria anonima con sede in Svizzera) che Pecoraro non scioglie. A sollecitarlo ci sono anche i Verdi che chiedono una sua audizione urgente in commissione ambiente alla Pisana e pongono alcune domande: «A chi andranno i proventi degli espropri? Chi sono nella realtà i soci della "Ecologica Corcolle", alcuni dei quali hanno già in attivo un sequestro della propria attività di bonifica a Lanuvio perché non smaltivano i rifiuti correttamente?». Intanto per oggi è atteso il parere del Consiglio di Stato sulla sussistenza dello stato di emergenza rifiuti a Roma.