L'assessore regionale annuncia la svolta: più poteri a Fratte «Il modello Villa Manin. Sgarbi? Per ora non confermo...» AQUILEIA. Bocche cucite sul nome del nuovo presidente della Fondazione Aquileia che, in futuro, potrebbe essere nominato dalla Regione al posto di quello in carica, Alviano Scarel, che ha appreso la notizia dai giornali. Dopo le indiscrezioni sulla candidatura del noto critico d'arte Vittorio Sgarbi (che il 20 gennaio sarà all'Autostar di Tavagnacco per presentare il suo libro "Piena di grazia"), l'assessore regionale alla cultura Elio De Anna non conferma: «Sgarbi è una personalità di grande prestigio, ma non ho mai preso accordi con lui e non ho intenzione di diffondere il nome del nuovo presidente prima di essermi consultato con gli altri soci della Fondazione». Intanto la Regione, dopo Villa Manin, retta dal commissario straordinario Enzo Cainero, annuncia di voler nominare una figura di amministratore unico anche per la Fondazione, nella figura del direttore generale Gianni Fratte, e per il Mittelfest. «Ogni anno la Regione - spiega De Anna - trasferisce due milioni di euro alla Fondazione Aquileia. Fino ad oggi, lo Statuto prevedeva di nominare un consiglio formato dalla Regione, dall'Arcidiocesi, dal Comune, dalla Provincia e dal Ministero. All'interno del consiglio è stato eletto il presidente, che oggi è Scarel. La Fondazione si avvale di un direttore, Fratte, nominato dalla Regione. A completare la Fondazione c'è un comitato scientifico, nel quale vorrebbero entrare anche le Università di Udine e Trieste, e lo trovo giusto». De Anna spiega che a presiedere il consiglio della Fondazione non deve essere necessariamente una personalità politica: «Lo scorso 27 settembre - afferma - il governatore Tondo ha dichiarato che a Villa Manin sarebbe stato nominato un amministratore delegato unico al posto del consiglio di amministrazione: Enzo Cainero. Ho pensato di fare lo stesso con la Fondazione e con il Mittelfest». A casa il consiglio, dunque. «Al suo posto propongo un consiglio di indirizzo - sostiene De Anna -. Oggi, se il direttore Fratte vuole comperare qualcosa, deve fare una delibera e far intervenire il cda, il cui compito non dovrebbe essere quello di controllare o essere esecutivo. Dovrebbe riunirsi un paio di volte l'anno e approvare le linee di indirizzo proposte dal comitato scientifico e dal direttore. Una volta approvate, Frane, che diventa amministratore unico, le renderebbe esecutive assumendosi tutta la responsabilità. In questo modo la struttura sarebbe più snella». Secondo De Anna, a questo punto non ci sarebbe più bisogno di un politico come presidente, ma di una personalità svincolata dalla politica. E Scarel? «Potrebbe - propone De Anna - rimanere nel consiglio come rappresentante del Comune».