Ennio Fortuna consigliere comunale Udc La commissione ambiente del Senato lunedì (domani per chi legge, ndr) sarà in visita a Venezia per rendersi conto direttamente della situazione complessiva in vista dell'approvazione della Legge Speciale. Per la ristrettezza dei tempi non sarà procedere ad un confronto serrato con i componenti della Commissione e neppure indicare semplicemente i singoli temi sui quali il Comune intenderebbe intavolare una proficua discussione. Cerco perciò di sintetizzare le proposte in partenza da Venezia, in particolare del gruppo di cui faccio parte (e che è autore di uno specifico e articolato progetto pendente in Parlamento) nella convinzione o almeno nella speranza di contribuire alla formulazione di un testo corrispondente in tutto o in gran parte agli interessi della città. In pratica i punti sui quali si concentra l'attenzione del Comune sono ovviamente quello finanziario e istituzionale oltre a quello strettamente ambientale. Sotto il primo profilo non c'è molto da aggiungere a quanto già esposto nel progetto del ministro Brunetta, del partito democratico e dell'Udc. Venezia, ha detto giustamente Brunetta (e qui lo ribadisco anche dal punto di vista del partito di cui faccio parte) deve andare avanti soprattutto con le sue gambe, senza più contare sui trasferimenti dal centro o su altre risorse esterne. In tempi di crisi assai dura come è questa che viviamo, non c'è da sperare in aiuti di terzi. Qualcosa si è già fatto in vista dell'attuazione del principio federalista (l'imposta di soggiorno che va incrementata ed estesa, l'addizionale Irpef e l'imposta sulla casa). Non basta, come tutti sanno, ma nel testo Brunetta e negli altri ci sono le idee di fondo per sopperire alle esigenze attuali e future del Comune. Qui si può, in aggiunta, invocare l'eventuale esonero di Venezia dal patto di stabilità. Il sindaco lo ritiene addirittura incostituzionale per la obiettivamente incontestabile lesione dell'autonomia dei comuni, garantita dal testo costituzionale. È un'idea molto interessante anche se personalmente la trovo poco praticabile (riguarda infatti tutti i comuni della stessa categoria della nostra città e soprattutto si tratta di adempimenti imposti dai parametri comunitari, e quindi vincolanti proprio sotto il profilo costituzionale). L'esonero di Venezia per espressa scelta della Legge Speciale supererebbe ogni obiezione o problema, perché ancorata alla specificità, anzi unicità della città e della Laguna che dovrebbe essere solennemente ribadita dal testo. Sotto il profilo istituzionale occorre definire lo statuto di Venezia quale città metropolitana e naturale capoluogo storico e assolutamente irrinunciabile della Regione nonchè fare del suo Sindaco il centro politico, amministrativo e funzionale della Laguna e il punto di riferimento di tutti i rapporti che vi confluiscono,realizzando di fatto e di diritto il principio federalista e superando quello opposto della molteplicità degli organi e delle competenze di varia origine e formazione che oggi sostanzialmente ostacolano o addirittura rendono impossibile un efficace governo del territorio. Sotto il profilo ambientale vanno definiti due punti assolutamente centrali per interesse e importanza. Il primo riguarda il divieto di transito in bacino delle navi oltre una certa stazza. Se passa il principio, qui auspicato, che il sindaco di Venezia diventa l'organo centrale della laguna, si potrebbe prescindere da tale esigenza, e lasciare a lui l'incombenza di provvedere. In caso diverso, e comunque per preminenti ragioni di opportunità, è e resta auspicabile che il divieto sia espresso dalla legge nazionale, anche per il suo evidente significato morale. Il secondo punto si riferisce alle valli da pesca. Secondo le Sezioni Unite della Cassazione le valli sono demaniali e dovrebbero essere gestite dallo Stato o date in concessione(ma per quanto,a chi e che cosa fare degli attuali, abusivi detentori?). E assolutamente imprescindibile l'esigenza di una disciplina normativa che regoli tutti gli aspetti del problema. La soluzione migliore, suggerita dal progetto Udc, è certamente la delega al Governo per l'emanazione di un decreto apposito che superi tutte le attuali ambiguità, e garantisca la sopravvivenza di una tradizione, di una cultura tipicamente veneta, ma non priva di positive ricadute economiche di grande rilievo.
Venezia, legge speciale. Diamo pieni poteri al sindaco
La commissione ambiente del Senato si reca a Venezia per valutare la situazione in vista dell'approvazione della Legge Speciale. Il Comune di Venezia ha proposto alcune idee per la riforma della città, tra cui l'esonero dal patto di stabilità, lo statuto di città metropolitana e il divieto di transito in bacino delle navi oltre una certa stazza. Sotto il profilo istituzionale, il Comune propone di definire lo statuto di Venezia come città metropolitana e naturale capoluogo storico della Regione. Sotto il profilo ambientale, si propone il divieto di transito in bacino delle navi oltre una certa stazza e la disciplina normativa per le valli da pesca.
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