Completato dalla Soprintedenza lo scavo nell'area di via Bonino nel cantiere edile degli ex Molini Gazzi E' una sepoltura che riproduce il modello classico miceneo dell'antica Grecia I lavori pazienti di scavo sono proseguiti nel cantiere di via Bonino, nell'area degli ex Molini Gazzi. E dopo i primi ritrovamenti di cui abbiamo dato notizia nelle scorse settimane è emerso altro, dalle pietre della storia. L'ennesima eccezionale scoperta in questa città dal passato nascosto. Gli archeologi della X unità operativa della Soprintendenza hanno riportato alla luce, a notevole profondità rispetto al livello attuale, sono circa 4 metri e 70 centimetri, una parte di una necropoli che risale all'Età del Bronzo. Gli scavi, che sono stati portati avanti con operai specializzati, grazie alla disponibilità della ditta proprietaria che si è raccordata con la Soprintendenza, hanno evidenziato alcune sepolture a inumazione dentro i contenitori "fittili", risalenti all'Età del Bronzo. In questo periodo storico infatti il rituale funerario prevedeva il seppellimento del defunto in posizione fetale all'interno di un vaso più o meno grande, interrato a non grande profondità e evidenziato da pietre sul piano di calpestio antico. Questa stessa tipologia di seppellimento è ben paragonabile alle numerose tombe già ritrovate in altre parti di necropoli, rintracciate nel centro urbano della nostra città. Per esempio in via dei Mille all'isolato 135, alla Casa dello Studente di via Cesare Battisti nel 1993, al Palazzo della Cultura di viale Boccetta nel 1982, sul corso Cavour nei pressi del Duomo, in tempi più recenti, nel 2006. Nell'ultimo mese le ricerche portate avanti dall'equipe di archeologi diretta da Gabriella Tigano hanno interessato quindi una cosiddetta "struttura a pianta circolare costruita". Si tratta di una camera a pianta circolare, del diametro di circa 3 metri e 80centimetri, che in origine era coperta a pseudo-cupola (una tholos), costruita con filari di lastre di pietra locale accuratamente selezionate, disposte ad anelli concentrici progressivamente aggettanti. La camera, che presumibilmente aveva una funzione funeraria, e che purtroppo è già stata depredata nell'antichità, era orientata a Est e si apriva all'esterno con un ingresso delimitato da stipiti monolitici, chiuso da due grandi lastre collocate in posizione verticale. L'importanza della sepoltura scoperta si coglie soprattutto nella tecnica di costruzione che è molto accurata - spiegano gli esperti - e che riproduce, anche se in scala ridotta, il modello miceneo, ovviamente l'esempio più monumentale cui bisogna riferirsi è quello del tesoro di Atreo, a Micene. La sepoltura di via Bonino era poi ulteriormente "monumentalizzata" da un recinto in pietra che circondava tutta la struttura, lasciando intorno un ampio corridoio d'accesso. C'è però un particolare importante da osservare, in base a questi primi rilevamenti, e cioè che la peculiarità della struttura rinvenuta sta nel fatto che si tratta di una tomba costruita e non scavata nella roccia come di solito è stato riscontrato in passato, con l'unica eccezione della tholos termale di San Calogero a Lipari, che è in parte costruita e in parte ricavata nella parete rocciosa. L'edificio di Lipari, proprio per la tecnica costruttiva adottata, è stato considerato dagli studiosi opera di maestranze provenienti direttamente da Micene stessa o da qualche altro centro della civiltà micenea, ed è la "prova storica diretta" degli stretti e intensissimi rapporti che sono esistiti in passato tra le popolazioni delle isole Eolie e il mondo miceneo, in Età Protomicenea. La scoperta di Messina è quindi di eccezionale rilievo sotto il profilo scientifico e il tecnici della Soprintendenza stanno lavorando sui pochi reperti rinvenuti (peraltro assai frammentari) per stabilire se si tratta di una delle più antiche strutture del tipo in Sicilia. Non v'è dubbio che la scoperta conferma e porta nuovi elementi a sostegno della importanza dei contatti non solo commerciali della nostra città con il mondo egeo.
Messina. Emersa una tomba dell'Età del Bronzo
Gli scavi nella zona di via Bonino a Messina hanno rivelato una necropoli dell'Età del Bronzo, con sepolture a inumazione all'interno di contenitori "fittili". La struttura è stata costruita e non scavata nella roccia, con una camera a pianta circolare coperta da una pseudo-cupola. La tecnica di costruzione è molto accurata e riproduce il modello miceneo. La scoperta è di eccezionale rilievo scientifico e conferma i contatti commerciali e culturali di Messina con il mondo egeo. Gli esperti stanno lavorando per stabilire se si tratta di una delle più antiche strutture del tipo in Sicilia.
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