"Si dice che l'Italia potrebbe vivere solo di turismo. Le opere d'arte che abbiamo noi nessun altro Paese le ha. Ed è vero. C'è solo un fatto. Gli italiani non sono opere d'arte e sin dai tempi lontani sono stati tenuti nella sottocultura, avendo anche per un certo periodo forti problemi di analfabetismo" (Edi Cantelli) Non so se sia perfettamente vero che l'Italia potrebbe vivere solo di turismo (i tempi della crisi, come si constata in queste ore, hanno zanne ancora molto pericolose per le vecchie carni dell'Europa). Di sicuro, però, in un Paese che riunisce sul suo territorio la più alta percentuale al mondo di beni artistici, il capitolo legato all'economia turistica non può che rappresentare lo si voglia o no, ci se ne occupi o no una voce di prima importanza. Se oggi in questo settore le cose funzionano ancora poco o male si può senz'altro, come fa Lei, chiamare in causa il ritardo culturale di cui ha lungamente sofferto il nostro Paese. Ma è anche vero che il turismo come moltiplicazione di una mobilità, soprattutto giovanile, che si giova dell'apertura delle frontiere, dei costi di viaggio fortemente ribassati e della consapevolezza di quanto, nel mondo planetarizzato, abbia valore un'esperienza a contatto con una lingua e un ambiente culturale diverso dal proprio... Ecco, tutto questo è un fattore esploso soprattutto in questi decenni, spostando verso il segno positivo i bilanci di regioni extraeuropee prive di altre risorse, in materie prime o simili (e anche noi, del resto, soffriamo di questa carenza). Ed è in questa visione contemporanea, fortemente competitiva del movimento dei turisti, che non siamo stati capaci, finora, di rispondere presente. Non per consolarla, ma solo per rievocare qualche cosa che ci è più vicino, qui, a Bologna e in regione possiamo vantare un esempio, un primato, di cui, di fronte all'argomento che Lei pone, è bene ricordarsi. Bologna è il posto dove, con uomini come Andrea Emiliani, Pier Luigi Cervellati, Lucio Gambi, Giuseppe Guglielmi, Ezio Raimondi e altri ancora, nascono il concetto e la pratica della tutela del patrimonio artistico e dell'idea, oggi sempre più fondamentale, di territorio; ed è anche il luogo, questo, in cui, precedendo la costituzione del ministero voluto da Giovanni Spadolini, nasce nel '74 quell'Istituto dei beni culturali che è più di un'esperienza pilota. E' un'eredità da conoscere e da considerare come una ricchezza e una premessa strategica indispensabili oggi, mentre il rischio lacerazioni del paesaggio urbano incombe. Così, a sorpresa.