Franco Miracco, consigliere di Ornaghi: «Incertezze giuridiche su San Marco» Il ministero sta preparando nuove regole per gestire i restauri pagati con i soldi degli sponsor Il ministero dei beni culturali darà nuove regole comuni sul tema delle maxi affissioni. È la decisione presa dopo i casi di Roma (dove la sponsorizzazione del Colosseo ad opera di Della Valle è finita nell'occhio del ciclone) e Venezia, dove la procedura adottata per Piazza San Marco dalla soprintendente Renata Codello è stata oggetto di una inchiesta interna da parte della soprintendenza regionale, con rilievi di "anomalie giuridiche", a cominciare dall'assenza di una gara pubblica a vantaggio di un affidamento diretto. Prassi inusuale, che ha sollevato parecchie perplessità a Roma. L'indicazione arriva da Franco Miracco, consigliere per le questioni culturali del ministero. «Quella della maxiaffissioni - ha detto Miracco - è una questione annosa, non è un problema degli ultimi mesi. So che l'ufficio legislativo ha espresso un proprio parere secondo il quale, vista l'incertezza del quadro giuridico di riferimento, ha ribadito che ci sono delle incertezze giuridiche nelle procedure seguite e queste dipendono dall'incertezza proprio del quadro giuridico di riferimento. È un parere che solleva questioni di valore nazionale». La vicenda centrata sugli accordi in corso era partita da una richiesta fatta dal direttore regionale dei Beni Culturali, Ugo Soragni, all'ufficio legislativo e, una volta ottenuto il pare-re, lo stesso direttore ha chiesto ulteriori approfondimenti. «È chiaro che io posso parlare sul piano culturale - evidenzia Miracco - ma il caso veneziano, che è un caso macroscopico, è segno della riflessione generale che deve essere fatta sull'uso della città. È evidente che è indispensabile procedere ai restauri ed è altrettanto chiaro che la sensibilità, la passione per il proprio lavoro da parte della Soprintendenza non è in discussione. La questione è che ci si muove in un quadro di incertezza giuridica generale a cui il ministero sta lavorando per porvi fine. L'ufficio legislativo sta predisponendo le linee guida per procedure come quelle delle affissioni. Si tratta di stabilire delle regole». «Da cittadino - conclude Miracco - non posso però non ricordare che c'è bisogno di un codice visivo che non leda del tutto il godimento dell'opera, e non certo per interventi che durano più anni». IL RETROSCENA Soprintendenti contro Che non si vedano di buon occhio, ormai è noto. Nessuno dei diretti interessati lo ammetterà mai, ma tra gli addetti ai lavori è acclarata l'opinione che tra Renata Codello e Ugo Soragni ci si più di qualche motivo di frizione. Soragni, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto, è il superiore dell'architetto Codello, soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e Laguna. Entrambi poi hanno il loro punto di riferimento a Roma, specialmente dopo che Roberto Cecchi, ex soprintendente a Venezia, ha assunto la carica di sottosegretario del ministro Ornaghi. E pare che a Soragni e a Cecchi non sia andato giù il fatto che la soprintendenza di Venezia abbia gestito in autonomia, senza chiedere autorizzazioni, la partita delle maxi affissioni a San Marco. Non per niente il ministero parla di "criticità giuridiche".