«Colasio lasci perdere altrimenti gli farò perdere le elezioni. Vuole spendere 1 milione e mezzo, faranno una capanna» «Vanno bruciati i disegni già scartati da me in Commissione» Fu una delle sue migliori performances. Vittorio Sgarbi consulente del sindaco Giustina Destro, l'11 gennaio del 2000 presiedeva la Commissione che in un pomeriggio esaminò e liquidò ben 93 progetti di studi di architetti, anche famosi, invitati nel '98 dalla vecchia amministrazione Zanonato a rifare l'Avancorpo. Lo informiamo che l'assessore Colasio vuole fare una mostra di quei progetti e partire da lì per riproporlo... «Io li bocciai allora perché facevano schifo, dunque Colasio se è intelligente non farà proprio nulla. Smentire la Commissione dove non c'ero solo io ma persone come l'urbanista Cervellati e Marco Romano vorrebbe dire rimettere in discussione un principio di competenza. Bruci quei progetti, le nostre valutazioni sono state semplicemente inevitabili». E se non lo fa? «Io ho un potere d'opinione talmente alto che comincerei a bombardare l'amministrazione. E la città che già allora aveva raccolto cinquemila firme, mi seguirà. E loro perderanno le elezioni». Dunque, la sua posizione? «Guardi dell'Avancorpo non se ne sente proprio la necessità. Se fosse proprio l'ultimo giorno prima del Giudizio universale potrei pensarci ma ci sono altre cose da fare». Ma il Comune vuole inserirlo nel Piano triennale, per 1 milione e mezzo di euro... «Vede? Hanno messo così poco che con quei soldi fanno delle palafitte, una capanna provvisoria, qualcosa che Ikea farebbe meglio». Crede che la città si imbruttirebbe prendendo una china che già alcuni architetti hanno sottolineato? «Guardi in una città storica i soli interventi ammissibili sono quelli del restauro dell'esistente. Il resto serve solo per far sopravvivere quella categoria. Lasciamo stare i visionari, pure il memorial Libeskind fa schifo. Cos'è, una specie di paravento che non si neanche che cosa rappresenti? E quella orribile scultura in Largo Europa. Tutte cose inutili». Insomma per lei opzione zero. Ma l'assessore dice che il Museo non si vede, che c'è bisogno di un ingresso degno, spazi per la biglietteria e il bookshop... «La libreria? Chiami dei vu cumprà con i banchetti a vendere a metà prezzo i cataloghi del museo, ci sono gli Scrovegni da salvare, si preoccupi di quelli». Perché scusi? «Bisogna eliminare quella boiata fintamente tecnologica dell'ingresso, restituire la Cappella alla sua apertura davanti com'era una volta ed eliminare quella specie di camera iperbarica, scegliendo un altro sistema di protezione degli affreschi».